JOIN IAA!

3 SOCIAL NETWORK DI NICCHIA DA CONOSCERE

 

Un marketplace di arte digitale in cui la blockchain fa da padrona, una piattaforma di blogging condiviso e una grande community di appassionati dell'uncinetto e del ricamo. Che cosa hanno in comune questi Social Network? Sono piattaforme di nicchia, ma con milioni di utenti.

 

 

 

SuperRare: tra Ethereum e Arte

SuperRare è un social network per artisti e collezionisti d'arte controllato da un sistema di blockchain. In questa piattaforma è possibile vendere, o acquistare, opere originali per poi esporle sul proprio profilo, come se fosse una galleria d'arte.

Gli artisti possono "tokenizzare" i propri lavori per venderli in Ether su Ethereum. L'idea è quella di stringere "contratti intelligenti" per favorire il collezionismo sociale. Gli artisti ricevono una fee per ogni quadro venduto e hanno la certezza di essere in contatto con appassionati di arte, disposti ad acquistare le loro opere.

Il sistema di blockchain rende questa operazione più sicura, ma non è l'unico vantaggio. La parte più interessante è che grazie al sistema di tracciamento dei nodi (gli utenti, quindi), ogni volta che un quadro viene rivenduto l'artista che lo ha creato riceverà una piccola commissione (3%). Questo permette all'artista sia di far valere la "proprietà" del lavoro, sia di farsi conoscere anche a utenti prima irraggiungibili.

Un ultimo aspetto di cui tener conto è il profilo. Se dalla home page è possibile vedere i top collectors e i trend artist, dal profilo è possibile quanti lavori l'utente ha creato o acquistato e quanti eth ha speso o accumulato. Questo permette di attivare il meccanismo di "influenza" tipico dei social network, espresso in modo coerente con le features del sito.

 

Medium: quando il Blogging diventa Social

Un social network dal taglio editoriale, creato dal co-fondatore di Twitter Evan Williams. Medium nasce con l'idea di permettere agli utenti di pubblicare contenuti più lunghi di 140 caratteri (il famoso limite di Twitter). Si tratta quindi di contenuti long form, che richiedono più minuti di lettura, che danno vita al social journalism, in un sistema di blogging condiviso. La piattaforma ospita sia utenti singoli, sia intere redazioni organizzate.

L'app conta più di 80 milioni di utenti, ma è conosciuto perlopiù nei paesi anglosassoni. Per questo motivo, la maggior parte dei contenuti è in lingua inglese. La pubblicazione di contenuti è estremamente facile: si scrive, si imposta un'immagine dell'articolo e si va online. Gli articoli possono essere condivisi e possono avere diversi "clap" (likes), nel senso che una persona può mettere fino a 50 clap.

L'aspetto più interessante è quello della remunerazione dei contenuti. Gli utenti possono sottoscrivere un abbonamento mensile di 5$ per poter fruire liberamente di tutti i contenuti. Questi utenti, che sono partner di medium, hanno la possibilità di essere pagati a seconda del tempo di lettura dell'articolo, proprio come accade per i video di YouTube.

 

Ravelry: la community dell'uncinetto

Ravelry è una community di appasionati dell'uncinetto. Il sito conta 9 milioni di utenti e almeno 1 milione di utenti attivi al mese. Ci sono diverse sezioni che completano "l'inventario" di un utente.

Gli aspetti più importanti riguardano la cura di queste "sezioni". Ad esempio, in my notebook è possibile inserire le lane usate, gli uncini preferiti, i lavori passati e in corso e le trame preferite. Questa sezione abilita alcuni utenti a essere micro-influencer , permettendo loro di avere visibilità. Il meccanismo sociale "scatta" nella sezione community, in cui gli utenti possono partecipare a conversazioni tramite gruppi e forum. C'è anche la possibilità di organizzare eventi.

Gli utenti possono vendere i propri pattern tramite il download di un PDF. Nella "vetrina" di vendita verranno indicate le informazioni generali dei materiali e dell'utente. Una volta comprato il PDF, verranno poi spiegate tutte le tecniche e tutti i dettagli per riprodurlo.

Ravelry riesce a remunerare il suo business in diversi modi. Il primo è l'advertising, veicolato sotto forma di banner display sul sito. Il secondo sono le commissioni derivanti dal micro-business degli utenti (circa il 2% della vendita). Il terzo è la vendita di merchandise Ravelry in una sezione dedicata, come una sorta di "mini-market".

 

Andrea Sciacchitano, socio Young IAA Italy Chapter

 

Resta aggiornato sulle novità di IAA Italy ChapterIscrivizione_newsletter_mensile

 

 

collisions-informazioni
Click me

Seguici sui social