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Body is the main character

Il linguaggio del corpo rende più efficace lo scambio comunicativo: abbinato alla comunicazione verbale, infatti, aumenta le probabilità che il messaggio venga compreso. Le scuole di retorica insegnano da sempre la costruzione di discorsi alla luce delle teorie della persuasione, ma nulla è più di impatto di un messaggio che metta al centro il corpo.

Anche nel marketing e nella pubblicità i comunicatori sanno che il corpo è il principale media per trasmettere messaggi efficaci: l’uso intenzionale della comunicazione non verbale è capace di suscitare nel pubblico precise reazioni inconsce.
Marco De Angeli, Vice Presidente IAA Italy Chapter, ci ricorda come “il marketing sa che il corpo, usato abilmente in tutte le sue sfaccettature e dettagli, è fonte di ricordo e di business. Sempre al limite della censura e della polemica. Ed in questi giorni siamo bombardati da progetti comunicativi costruiti attorni al corpo. Achille Lauro a Sanremo verrà ricordato non da come indossava i vestiti Gucci, ma da come se ne è spogliato”.

Durante le sue esibizioni al Festival, l’artista romano ha portato originalità e stravaganza: Me ne frego,titolo della sua canzone, è un inno alla libertà di pensiero, al vivere: “non è un'espressione negativa. Vuol dire 'facciamolo, viviamolo’.”, ha dichiarato il cantante. Ecco perché sul palco dell’Ariston si è spogliato e mascherato, interpretando personaggi che storicamente hanno rappresentato la libertà: San Francesco, spogliato degli abiti per dedicare la vita alla religione, Ziggy Stardust, uno dei tanti alter ego di David Bowie, simbolo di assoluta libertà artistica, espressiva, la Marchesa Luisa Casati Stampa, musa decadente, e la regina Elisabetta I, vergine sposa della patria e del popolo.

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“Sta facendo il giro del web uno spot di prodotti per l'igiene intima posparto Frida Mom censurato dell'emittente ABC durante la notte degli Oscar che mostrava il corpo martoriato di una donna che aveva appena partorito”, sottolinea Marco De Angeli
L’azienda ha definito lo spot “non violento, né politico» e nemmeno «osceno», “non pubblicizza armi o munizioni, non è hard, né di natura sessuale, parla soltanto di igiene femminile”. Dopo la censura il video è diventato virale, con due milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube. Alcuni utenti americani hanno anche espresso pareri positivi sulle loro piattaforme social: “Dobbiamo mostrare la realtà, cosa vuol dire avere figli. Non c'è da stupirsi se così tante donne abbiano la depressione postpartum. C'è bisogno di più annunci come questo per le giovani madri”. E c'è chi l'avrebbe premiato con l'Oscar come “miglior cortometraggio”.

 

 

Ma è ancora più curioso è il fenomeno per cui si mercificano singoli parti del corpo. “Le candele all'aroma di vagina stanno diventano il business del momento. Dopo Gwyneth Paltrow, è ora arrivato il momento di una nuova candela firmata (dalla vagina) dalla cantante e attrice americana  Erykak Badu”, aggiunge Marco De Angeli. La candela di Gwyneth Paltrow, lanciata sul suo blog e sito di ecommerce “Goop” al costo di circa settanta euro, è andata sold out nel giro di poche ore, nonostante sia stata sottolineata la volgarità della creazione e il cattivo gusto dell’attrice in nome del business.  I prodotti del suo shop sono stati analizzati e la star di Hollywood è stata sanzionata per pubblicità ingannevole e vendita di prodotti non supportati da prove scientifiche.

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I brand spesso utilizzano campagne shock con il fine di aumentare la loro notorietà con costi bassi: il mercato oggi è sempre più concorrenziale e in continua evoluzione. Questi cambiamenti vengono percepiti dai pubblicitari come opportunità incredibili, poiché dispongono infatti di una vasta gamma di soluzioni per connettere e far interagire i brand con i nuovi “consum-attori”.
Nel weekend appena trascorso, un altro esempio di comunicazione “shock” attraverso il corpo sotto i nostri occhi: una ventina di attivisti si sono spogliati in Piazza San Babila a Milano nudi, sdraiati gli uni sugli altri e ricoperti di sangue finto a simboleggiare il numero di animali vittime dell’industria della pelletteria. Quando si dice “scioccare per esistere”.

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