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CARRIERA PROFESSIONALE: COSA DEVE CONSIDERARE LA GENERAZIONE Z?

 

Dopo l'incontro con DUDE a tema Content Strategy, lo scorso 7 aprile si è tenuto il secondo appuntamento degli #IAATalks – un ciclo di webinars rivolto agli Young Members di IAA Italy Chapter con l’obiettivo di creare cultura, informazione e dialogo tra i membri più giovani dell’Associazione e alcuni tra i più affermati professionisti del settore di riferimento.


Ospite dell’incontro è stato Andrea Cioffi, vicepresidente di IAA Italy Chapter, CEO di Digital Dictionary e ideatore del Phygital Work Manifesto: un documento ispirazionale redatto da circa 30 manager appartenenti a diverse realtà aziendali con l’obiettivo di sensibilizzare, informare e coinvolgere i professionisti nella trasformazione digitale dei contesti lavorativi.

Andrea, che tra le tante attività svolte è anche docente di Digital Communication Management presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha subito intavolato la conversazione focalizzandosi sulla volontà e curiosità di conoscere i ragazzi presenti e le loro ambizioni, di studio e di carriera.

Fin dal principio, la questione che emerge forte tra gli Young e che li accomuna tutti è: l’incertezza sul proprio futuro. Una preoccupazione dovuta agli attuali stravolgimenti sociali e alla consapevolezza di essere giovani in un periodo in cui il cambiamento è all’ordine del giorno, e per andare avanti bisogna saperlo cavalcare. Andrea ha spiegato che:


«Il cambiamento è qualcosa che da sempre spaventa l’uomo. Infatti, l’insicurezza nei confronti del futuro non attacca soltanto i giovani, spaesati quando si approcciano al mondo del lavoro, ma anche le imprese che, soprattutto in questo periodo, si trovano a dover rivoluzionare tutti i processi consolidati, che per decenni hanno costituito le fondamenta della loro attività. Per questo motivo un cambiamento così pervasivo come quello a cui ci ha esposti la digitalizzazione è difficile da metabolizzare. In questo frangente, il tempo gioca un ruolo fondamentale».

 

Pensiamoci: il tempo è la risorsa che chiunque investe inevitabilmente in qualsiasi azione. Quando studiamo, investiamo il nostro tempo per apprendere nozioni, conoscere, informarci. Allo stesso modo, quando lavoriamo, cediamo il nostro tempo all’azienda per cui lavoriamo. Da questa prospettiva è chiaro che il “tempo” assume un’importanza centrale e quindi richiede un’attenzione particolare, soprattutto in un contesto in cui il costante cambiamento rende il “tempo” una risorsa preziosa, da sfruttare strategicamente per essere sempre un passo avanti.

Tempo, lavoro, formazione, cambiamento ed engagement: fattori così incisivi che ad oggi non basta più “un onesto lavoro in cambio di un’onesta paga”. E ciò viene confermato da quanto emerge dalla ricerca empirica sui nativi digitali condotta a supporto della redazione del Phygital Work Manifesto: le nuove generazioni di professionisti – i Millennials e la Generazione Z – non si “accontentano” più di un semplice posto di lavoro, ma cercano esperienze, confronto e comunione di valori.

Ciò implica per le aziende un’ulteriore sfida da non sottovalutare: riuscire ad attrarre i giovani, ricchi di potenziale inesplorato, per poter affrontare al meglio i periodi di cambiamento ed affermarsi nella realtà di domani.

Per i giovani, invece, diventa fondamentale la scelta che ognuno di noi prima o poi è chiamato a fare: il percorso di carriera scelto e avviato tra i 25 e i 30 anni, condiziona fortemente il lavoro che si farà tra i 30 e i 40 anni, e la scelta dovrà essere presa sapendo che a 45 anni costerà troppo qualsiasi sforzo volto a cambiare la propria vita professionale. Così Andrea, nel procedere della conversazione, ha invitato gli Young alla cura delle scelte di carriera: perché oggi più che mai è necessario scegliere un mentore e non un’azienda, che vi possa far crescere e migliorare”.

Compresa, da parte dei manager di oggi, l’importanza che i giovani ripongono negli aspetti più esperienziali e valoriali legati al lavoro, creare una leadership che abbia a cuore lo sviluppo della persona prima che del business rappresenta l’unica strada seguire. Infatti, per poter crescere e fare carriera è importante avere di fronte un capo disposto ad ascoltare, a dialogare e persino a confrontarsi con un giovane.

Una relazione di questo tipo è fruttuosa per entrambe le parti e lo scambio di pensieri e punti di vista produce idee che, se ben accolte, possono far crescere il capo e tutte le risorse presenti nel contesto aziendale.

Certo, è più facile a dirsi che a farsi, ma lo sforzo nell’individuare la giusta leadership in cui riporre fiducia per la costruzione delle basi della carriera professionale è sicuramente l’unica strada in grado di far diventare di successo queste giovani menti.

In conclusione, l’invito di Andrea ai ragazzi è stato quello di fare delle scelte e di cambiarle costantemente, purché lo si faccia sempre con la voglia di trovare l’inedito, di scovare nuove soluzioni per raggiungere obiettivi sempre diversi, così da performare senza invecchiare mai.

L’incontro è stato una grande opportunità per gli Young Members di confrontarsi con chi è già attore del cambiamento e l’augurio che si possa fare è che lo diventino presto anche loro, perché il vero cambiamento parte dal basso e con l’impegno, la passione e la determinazione delle nuove generazioni, sarà possibile creare un vero impatto nel futuro, un futuro che è già presente.

 

Pietro Crimaldi e Eleonora Desantis, soci Young IAA Italy Chapter

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