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Come ridefinire il concetto di leadership partendo dalle persone

Il 28 e il 29 settembre 2021, sul palcoscenico globale della conferenza virtuale Africa Rising organizzata da IAA, si sono alternati professionisti del marketing, della comunicazione e della pubblicità per condividere con il pubblico la loro esperienza e dispensare preziosi consigli su come le aziende africane (e non solo) possono affrontare le sfide di oggi e di domani.

Questa quarta edizione dal titolo “Africa to the World”, trasmessa in diretta da Accra, in Ghana, è stata un’occasione per mostrare orgogliosamente al mondo l’essenza dell’identità africana, favorire la collaborazione internazionale e celebrare i talenti del continente.

Tra gli ospiti di eccezione è intervenuta anche Serah Katusia, amministratore delegato di Group M & MediaCom in Africa Centrale e Orientale, che ha tenuto un webinar dal titolo Leadership in a Challenging Arena.

Durante il suo discorso, Katusia ha delineato sette punti chiave che possono aiutare le aziende ad adattarsi a un’arena competitiva attraversata da una radicale digitalizzazione, che ha vissuto una notevole accelerazione in seguito alla pandemia del Covid-19.

I suoi “fantastici sette”, come li chiama scherzosamente, sono strumenti utili per navigare nella tempesta del cambiamento e superare le sfide poste dal futuro scenario post-pandemico.

Vediamoli insieme.

 

1. Ridefinire il proprio scopo

Mettere in discussione i propri obiettivi con onestà e imparzialità richiede sempre un grande sforzo, soprattutto se ci si è dedicati alla loro definizione in prima persona e se sono stati la nostra bussola per molti anni.

Bisogna però prendersi il tempo per chiedersi se continuino a essere in linea con le necessità dei consumatori di oggi. La sostenibilità, inoltre, dovrebbe essere parte integrante della strategia aziendale e non una casella da spuntare sulla lista delle cose da fare in nome di un obbligo morale.

Un piano di sostenibilità ben congegnato si rivelerà la chiave del vostro successo.

 

2. Implementare strutture di lavoro agili

In linea di continuità con il primo punto, bisogna abbandonare metodi di lavoro farraginosi arroccati con presunzione su posizioni confortevoli solo perché sono stati la prassi finora.

Invece, bisogna essere capaci di mettersi in gioco con umiltà, ponendo il cliente al centro e implementando strutture organizzative flessibili, capaci di riadattarsi e rispondere con prontezza a continui cambiamenti.

Del resto, Il Covid ha reso ancora più necessaria questa forma di organizzazione, della quale hanno beneficiato le aziende che l’hanno messa in pratica.

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3. Correggere costantemente la propria strategia

Definire in anticipo la nostra idea di successo può aiutarci a misurare il progresso e a compiere scelte più consapevoli sulla base di cosa ha funzionato e cosa no. È importante celebrare la cultura dell’errore e del fallimento, purché gli sbagli portino a risultati migliori con rapidità.

 

4. Raccogliere e analizzare i dati con velocità

Le aziende oggi hanno a disposizione una mole considerevole di dati e questo a volte può scoraggiarne l’analisi. Invece è importante trarne informazioni fondate e ascoltare i bisogni dei propri consumatori in maniera continuativa.

Stabilire un rapporto di confidenza con loro permette alle aziende di rimanere aggiornate sui nuovi trend e di regolarsi di conseguenza. Questi primi quattro punti si focalizzano sulla resilienza, l’agilità e l’efficienza delle strutture organizzative.

Negli ultimi tre, invece, Katusia si concentra su un tema che oggi trova poco spazio nel dibattito sulla produttività aziendale: la dimensione umana del lavoro.

In un’epoca all’insegna dell’automazione e della fredda efficienza votata al raggiungimento degli obiettivi quantitativi, Katusia incoraggia i manager a ritrovare quell’umanità che si sta perdendo e a coltivare la creatività e le relazioni interpersonali sul luogo di lavoro.

 

5. Coltivare oggi i talenti di domani

Le necessità del mercato del lavoro stanno cambiando. La digitalizzazione, l’ibridazione dei settori economici e la ristrutturazione del lavoro di squadra, svolto integrando la dimensione online a quella offline, richiedono nuove competenze.

Katusia incoraggia i leader a essere lungimiranti, formando i propri collaboratori in vista di futuri ruoli aziendali. Questo principio si applica soprattutto ai giovani della generazione Z, che si stanno affacciando in questi anni al mondo del lavoro.

A questo proposito, Susan Makau, amministratore delegato di ISA in Africa e relatrice in un’altra tavola rotonda di Africa Rising, ha sottolineato come i tirocini siano momenti di formazione cruciali nel percorso di apprendimento di uno studente universitario.

I tirocini, infatti, quando gli studenti hanno l’opportunità di lavorare a progetti che portano valore all’azienda perché dettati da una reale domanda del mercato, forniscono loro le competenze e gli strumenti necessari per essere traghettati più agevolmente nel mondo del lavoro.

Seppure la pandemia abbia costretto le aziende a svolgere i tirocini in gran parte da remoto, questa modalità non dovrebbe distogliere dal raggiungimento degli obiettivi formativi.

> Generazione Z e carriera lavorativa, cosa devo considerare i giovani nativi digitali?

 

6. Ripensare la cultura aziendale

Una cultura aziendale inclusiva e aperta all’innovazione è cruciale per attirare e trattenere giovani talenti.

Per la generazione Z, infatti, lo stipendio non è l’unico criterio su cui si basa la scelta del luogo di lavoro. Questa generazione è molto più attenta al benessere mentale ed emotivo, messo a dura prova dalla condizione di precarietà causata dall’isolamento necessario come misura di prevenzione dal contagio di Covid-19.

È una generazione che ha a cuore l’allineamento tra valori personali e valori aziendali, dà valore al purpose aziendale, e che premia le aziende che assicurano un equilibrio tra lavoro e vita privata.

 

7. Recuperare la dimensione umana

A volte dedicare qualche minuto ai propri collaboratori per chiedergli un sincero “come stai?” può portare benefici ai leader, all’azienda e all’intera squadra. È stato dimostrato, infatti, che il benessere psico-fisico dei dipendenti porta a un aumento notevole della produttività.

È necessario che i leader imparino a guidare la propria squadra con empatia e a intavolare il discorso sulla salute mentale, tema che non deve essere più un tabù. È importante creare uno spazio dove i dipendenti si sentano al sicuro e possano ammettere le proprie difficoltà, perché una squadra felice raggiunge risultati migliori.

In questi due intensi e stimolanti giorni di conferenza, tutti i relatori si sono trovati d’accordo su una cosa: la risorsa più grande dell’Africa sono le persone che la abitano, che nella loro diversità trovano la loro forza.

Nel prossimo articolo parleremo di esempi virtuosi di brand africani che hanno contribuito a trainare il progresso nel continente facendo dell’innovazione la loro bandiera e mettendosi empaticamente in ascolto delle autentiche necessità degli africani, instaurando con loro molto più di una mera relazione transazionale.

Del resto, come afferma Katusia: “Se gli obiettivi riguardanti il benessere delle persone non sono raggiunti, stabilire indicatori sulla perfomance e sui profitti non funzionerà”.

 

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