JOIN IAA!

COVID-19, UN'EPIDEMIA DALLA DIFFUSIONE MEDIALE

 

Governare la comunicazione dell’epidemia #covid19 è difficile, soprattutto nell’era dei social network. Basti pensare ai comportamenti irrazionali nati nel corso dei giorni, come il precipitarsi a fare scorte alimentari svuotando gli scaffali nei supermercati, intasare le farmacie per acquistare mascherine e disinfettanti o prenotarli in rete pagandoli cifre esorbitanti, o ricorrere a ricette fai da te diffuse on line per ottenere soluzioni igieniche.

I media giocano dunque un ruolo fondamentale: da una parte c'è l'opportunità per ciascuno di esprimere le proprie preoccupazioni e timori, ma dall'altra parte c’è il rischio di gonfiare paure che generano instabilità, come il mettere l’accento sui numeri del contagio e non sui numeri delle guarigioni rispetto a quelli dei decessi.


Molto discussa è stata la fuga di notizie sui principali giornali online, in Italia e nel mondo, del decreto legislativo entrato in vigore l’8 marzo per combattere il coronavirus: a leggere il documento, le misure entravano in vigore proprio dall’8 marzo e fino al 3 aprile. 

Ma alla mezzanotte dell’8 marzo, il premier Giuseppe Conte non l’aveva ancora approvato, anche se il pdf del decreto è iniziato a circolare già dalle ventuno sui social network e nelle chat di messaggistica istantanea, dando vita ad un altro comportamento irrazionale (la corsa caotica alla stazione centrale di Milano da tutti coloro che volevano raggiungere le città del Sud prima dell’entrata in vigore delle norme).

Ma la città di Milano si è resa protagonista per il video pubblicato dal sindaco Beppe Sala, che ha lanciato l’hashtag #MilanoNonSiFerma, condiviso da migliaia di persone, raggiungendo risultati sorprendenti: su Facebook il video ha raggiungo più di un 1 milione di visualizzazioni e oltre 18.000 condivisioni.

 

#Iorestoacasa

Con l’aumentare della diffusione del #covid19 e l’emanazione delle misure restrittive estese a tutto il Paese, è diventata virale anche la campagna #iorestoacasa, promossa dal Governo con il Ministero della Salute e la Protezione Civile, con lo slogan “#iorestoacasa: dillo ai tuoi vicini!”.


Dal sito www.salute.gov.it tutti i cittadini potevano scaricare il cartellino simile a quello che troviamo nelle stanze d’albergo con la scritta “do not disturb” per appenderlo alla porta di casa.

Il messaggio è stato veicolato anche sui social media: il ministro Spadafora ha sottolineato come stare a casa non significa essere soli: “vogliamo far percepire che è una scelta da prendere per la cura di se stessi e degli altri. Perché siamo una comunità unita anche nella distanza”.

Così è partita la nuova campana #DistantiMaUniti, lanciata inizialmente da uomini e donne che rappresentano l’eccellenza dello sport italiano, ma che ha poi coinvolto tutti i cittadini e personaggi televisivi. Un messaggio di unione e solidarietà attraverso un gesto simbolico: una foto in cui si allunga il braccio verso l’esterno, come a toccare qualcuno che non si vede.

 

 

E tra le iniziative di solidarietà attraverso i social network, Luca Mazuchelli, che ha voluto offrire un colloquio psicologico gratuito a tutte le persone confinate nelle zona rossa, seguito anche da Valentina Vandilli che ha, invece, regalato a tutti coloro che si trovavano nella zona rossa il suo corso LinkedIn Formula, e da Luca La Mesa he ha deciso di regalare per 30 giorni tutte le sue lezioni più recenti sul Social Media Marketing.

Di questi giorni anche  la campagna lanciata da Chiara Ferragni e Fedez, i quali hanno deciso di aprire una raccolta fondi per aiutare l’ospedale San Raffaele di Milano. La campagna “CoronaVirus, rafforziamo la terapia intensiva” è raggiungibile nel sito di GoFoundMe ed è possibile donare a partire da 5€. I Ferragnez hanno effettuato la loro donazione da 100.000€ e nel giro di poco tempo sono arrivati a quattro milioni di euro di donazione.

I social network sono stati anche un potente strumento per raccontare i tips migliori da parte di enti come l’OMS, il Ministero della Salute e Regione Lombardia, che hanno condiviso dati e infografiche con i loro utenti.

Coronavirus Ministero della SaluteCoronavirus Regione Lombardia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tanti anche i vip, creatos e influencer che hanno sensibilizzato i loro fan sul tema #covid19. Dai video realizzati da Milanese Imbruttito, Casa Surace, The Show a quello fatto da Chiara Ferragni, i contributi sono stati davvero molti. E per tenere compagnia a tutti i fan, i cantanti hanno realizzato concerti live sui loro profili social: dal mini-live di Francesco Gabbani alla performance di Tiziano Ferro che ha nuovamente omaggiato Mia Martini cantando “Almeno tu nell’universo”, passando per l’house party di Lorenzo Jovanotti, fino a Emma Marrone, Gianni Morandi, Rocco Hunt e molti altri.

Ma il weekend appena trascorso ha visto protagonista una forma di comunicazione speciale, il flashmob. L’iniziativa è partita da Stefania Cammarata di Mango, che durante il suo periodo di quarantena si è fatta riprendere sul balcone di casa per lanciare da Facebook un messaggio in note a tutta l’Italia: "uscite all’aria aperta e cantate a squarciagola, è una terapia di gruppo contro la solitudine e la malattia, una terapia allegra e una sfida artistica non competitiva", lanciando gli hashtag #coroNoVirus e #resistenzacasalinga per identificare sui social anche altri performer. 


E cosi venerdì 13 marzo alle 18 c’è stato un grande concerto gratuito in tutta Italia, per cantare e suonare all’unisono. Sabato 12 marzo alle 12, da Milano a Bari, invece, tutti si sono affacciati alla finestra per applaudire medici, infermieri e tutti coloro che sono in prima linea nella lotta al coronavirus, e alle 18 di nuovo a cantare l’Inno di Mameli.

Sempre attraverso i social, per la giornata di domenica 15 marzo è stato organizzato un altro doppio appuntamento: alle 18 per cantare insieme “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano e alle 21 tutti alla finestra con una candela o una torcia accesa, per dire “l’Italia può farcela”.

Il #covid19 ci sta insegnando come “in una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel "non-spazio" del virtuale, del social network, dandoci l'illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.

Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?” (riflessione di Francesca Morelli, psicologa).

Per non perderti nessun aggiornamento sul tema,
clicca il bottone qui sotto e iscriviti alla nostra Newsletter mensile!

Iscrivizione_newsletter_mensile

 

collisions-informazioni
Click me

Seguici sui social