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DIVERSITY MARKETING: TRA GENDER EQUALITY E STEREOTIPI FEMMINILI

 

Qual è il ruolo della donna nel settore della comunicazione e nel giornalismo? Le aziende sono sensibili al tema della Diversity e Inclusion? C’è una regolamentazione che protegge la diversità delle raffigurazioni sessiste?

Queste sono solo alcune delle domande che hanno ispirato l’evento “Shaping the future of Diversity Marketing” organizzato da IAA Italy Chapter il 10 giugno 2021 in collaborazione con Google Italia.

IAA a livello globale si fa portavoce di iniziative per stimolare l’inclusione della diversità in ogni sua forma e in ogni contesto: sociale, culturale, sessuale, lavorativo e molto altro.

Come community mondiale di marketing e comunicazione l’eterogeneità è parte dell’essenza di un network che racchiude in sé professionisti di ogni nazionalità, genere, età e religione. 

A livello locale il capitolo italiano stimola professionisti e istituzioni a ragionare sulla parità di genere e a contribuire all’empowerment femminile anche al di fuori del proprio settore.

“Sin da adolescente, appassionato di disegno, arte e architettura mi ha incuriosito la figura di Artemisia Gentileschi, sicuramente la più grande artista dell’epoca barocca, definita, secondo me errando una caravaggesca

Bene, Artemisia che tutti noi ricordiamo e di cui tutti abbiamo in mente “Giuditta e Oloferne”, ha deciso di farsi strada in un mondo dominato da uomini pagando un caro prezzo e utilizzando la sua arte ed il suo estremo talento, denunciando nelle sue opere i tanti soprusi e pregiudizi del suo tempo, e siamo nel 17° secolo

Un salto di tre secoli ed un’altra grande italiana, premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini, che aveva subito le leggi razziali che racconta in una intervista che la prima volta che andò in America le chiesero alla dogana chi fosse suo marito, le rispose “I’m my own husband”, non capirono e pensarono che non sapesse l’inglese, quell’America oggi ha un Vicepresidente donna, Kamala Harris, e non sarà l’ultima.”

Così Alberto Dal Sasso introduce la tavola rotonda che ha visto la partecipazione di diverse professioniste come Dagmara Szulce, Managing Director of IAA Global, Marianna Ghirlanda, Presidente del centro studi di UNA, Monica Davò, Head of complaints and investigations di IAP, Maria Pia Rossignaud, Presidente di Osservatorio tutti i media, Sofia Correa de Sa StrattonI am remarkable Global Lead an DEI Ads Marketing ed Emanuela Locci, Communications Manager (B2C), Italy Google.

 

 

DIVERSITY BELONGING DI IAA GLOBAL

Dagmara Szulce ha raccontato OBAA, l’iniziativa globale promossa da IAA in collaborazione con Global Women in Business

Obaa” in Ghana significa “ragazza”: l’iniziativa mira infatti ad assicurare un futuro migliore per le ragazze che iniziano il proprio percorso di studi in Ghana, attraverso un supporto psicologico e aiuti concreti per lo sviluppo professionale. 

Un’altra iniziativa promossa da IAA Global a livello internazionale è IAA#ALLin, che propone di usare la creatività per stimolare l’inclusione collaborando con aziende e associazioni settore.

 

 

STEREOTIPI E RAPPRESENTAZIONE FEMMINILE IN PUBBLICITÀ

Marianna Ghirlanda ha spiegato il modo in cui le donne sono generalmente rappresentate in pubblicità: tipicamente la comunicazione pubblicitaria si rifà al genere femminile concependolo o come target o come contenuto stesso del messaggio. 

Nel primo caso si hanno diversi stereotipi di genere, come dimostrano le pubblicità di prodotti detergenti che solitamente raffigurano donne intente nelle pulizie, presupponendo che siano loro a doversi occupare dei lavori domestici. 

Nel secondo caso, il corpo femminile è usato per vendere prodotti e servizi, anche quelli che non implicano tale raffigurazione, creando uno standard di bellezza ben specifico e sessualizzato. A dimostrarlo sono, ad esempio, le pubblicità automotive che sfoggiano donne ammiccanti sulle vetture promosse.  

Nonostante questo le cose stanno cambiando, anche se lentamente. Serve quindi partecipare attivamente alla discussione, confrontandosi e sensibilizzare il settore, nella speranza che nuovi valori permeino la cultura della Generazione Z.  

 

LA TUTELA DELLA DIVERSITÀ NELL’AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA

Monica Davò ha esposto alcuni principi di self-regulation che tutelano la donna e condannano le discriminazioni di qualunque genere. Queste norme tutelano anche i minori e la loro rappresentazione in pubblicità, vietando la sessualizzazione dei bambini.

Mostrando diversi casi studio per macro-categorie ha spiegato come le pubblicità spesso violino gli standard di liceità in quanto associano un’immagine di una parte del corpo femminile con un titolo provocatorio che ne cambia la percezione.

Una seconda categoria di contenuti illeciti sono quelli che ricorrono alla violenza, fortunatamente meno frequenti negli ultimi anni. 

Segue poi la categoria di raffigurazioni basate su stereotipi: pur non essendo di per sé pubblicità illecite sono comunque da monitorare per scongiurare il pericolo che stereotipi limitanti o degradanti diventino standard culturali che influenzano negativamente la società.  

 

 

LE DONNE NEL GIORNALISMO

To get more news coverage of women, we need more women making the news.

Così Maria Pia Rossignaud introduce il suo intervento: senza le donne nel giornalismo le notizie avranno sempre e solo il punto di vista maschile

Uno dei problemi nel mondo del giornalismo è l’eccesso di verticalizzazione, per questo come Media2000 stimolano il dialogo orizzontale, la convergenza tecnologica e di opinione. 

L’eccesso di verticalizzazione chiude le aziende e le persone all’interno del proprio punto di vista e non permette di aprirsi a nuovi orizzonti, e alla diversità che è fonte di innovazione e contaminazione.

Il gender gap è molto evidente nel settore dei media: servono azioni concrete per minimizzare la disparità di genere.

 

#IamREMARKABLE GOOGLE PER L’EMPOWERMENT FEMMINILE

#IamRemarkable è un’iniziativa nata da due donne di Google per contrastare il glass ceiling effect ed aiutare le donne a raggiungere posizioni apicali in azienda, ma soprattutto a sentirsi a proprio agio nel parlare dei propri successi, specialmente quelli basati su fatti tangibili.

Si tratta di un percorso di 90 minuti aperto a tutti e guidato da Google per permettere alle persone di imparare a valorizzarsi anche attraverso esercizi pratici in cui si propone ai partecipanti di scrivere, e leggere, i propri aspetti positivi.

Nato inizialmente per le donne è stato poi espanso a tutti, in quanto tutti possono sentirsi sottorappresentati a seconda delle circostanze e degli eventi. 

 

Rivivi l’evento sul nostro canale Youtube guardando la registrazione di Shaping the Future of Diversity Marketing

 

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