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HATE SPEECH ONLINE: COME COMBATTERLO CON LA SAPIENZA

Cosa succede quando l’odio incontra dei giovani universitari che studiano comunicazione d’Impresa?

La risposta è nel contest sulla lotta agli Hate Speech, proposto da Stella Romagnoli, Executive Director IAA Italy Chapter, alla classe di Comunicazione d’Impresa – Laboratorio di Strategie Pubblicitarie - presso La Sapienza Università di Roma, e patrocinato da IAA Italy Chapter.

Una risposta che ha visto coinvolti 400 studenti, 48 progetti strategici creativi, 5 gruppi finalisti, 1 gruppo vincitore. 

Una risposta che si compone da diverse soluzioni per guardare il mondo online da punti di vista eterogenei, ognuno parte integrante di una visione olistica che concepisce Internet come un potentissimo abilitatore di competenze, conoscenze, ma anche, purtroppo, di odio e di violenza. 

I giovani studenti triennali si sono sfidati in un progetto capace di coniugare teoria, pratica e temi sociali. È stato chiesto loro di immedesimarsi nell'Unar - l’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali - per studiare strategia e creatività di una campagna pubblicitaria on e off line volta a contrastare il fenomeno degli hate speech.

Ma da dove nasce l’idea di lanciare questo progetto universitario?

Tutto parte mesi fa da una domanda: cosa succede quando il marketing e la comunicazione incontrano settori apparentemente molto lontani?

Da questo interrogativo è nata Collisions una serie di incontri online in cui il nostro vicepresidente Marco De Angeli si confronta con esperti di diversi settori per capire qual è il contributo che il mondo mediatico può offrire loro, e qual è il ruolo giocato dalla pubblicità nel loro contesto.

Tanti incontri, tanti nuovi punti di contatto, tanti nuovi punti di vista. Ma soprattutto tante nuove domande, tra le quali: cosa succede quando i media incontrano l’odio?

Abbiamo così cercato una risposta e nel farlo abbiamo intervistato due massimi esperti del settore: la Professoressa Milena Santerini, Professore Ordinario di Pedagogia Generale, Direttrice dell'Osservatorio MediaVox sugli hate speech e Coordinatrice Nazionale alla lotta contro l'antisemitismo, e con il dott. Diego Ciulli, Senior di Public Policy Manager di Google.

Durante questo confronto abbiamo capito che quando l’odio incontra i media può crescere ed essere fomentato, ottenendo una visibilità mai avuta precedentemente. 

Di fronte a questa consapevolezza è importante ricordare che Internet, di per sé, non è un luogo pericoloso: tutto dipende dal modo in cui ogni singola persona sceglie volontariamente di abitarlo.

Abbiamo quindi compreso che se da un lato vi è una massa di persone che inquinano l’ambiente online, dall’altro lato ci sono molte altre persone che cercano di mantenerlo pulito. Ma forse queste ultime non sono, ancora, abbastanza.

Così, dopo aver ricevuto una risposta teorica l’International Advertising Association, insieme a Marco De Angeli, si è posta un’altra domanda: come un’Associazione di settore può prendere parte ad un cambiamento sociale sfruttando il proprio network professionale e proponendo contenuti educativi?

Una prima soluzione è l’iniziativa in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma: creare un progetto che formi giovani professionisti e li sfidi in una campagna di sensibilizzazione per contrastare l’odio online. Un progetto che racchiude in sè il verso senso dalla formazione accademica: una crescita professionale e personale che passa da teoria, pratica, conoscenze, competenze e network.

Tra i 48 gruppi quello decretato vincitore dalla giuria di esperti è stato TENT4U composto da:

  • Eufrasia Ambrosetti
  • Valerio Bongiorno
  • Chiara Caccavale
  • Beatrice Maggi
  • Giulia Marini
  • Alessandra Mazzarelli
  • Lorenzo Santoro
  • Veronica Seri
  • Vittorio Spanicciati
  • Noemi Ventola

 

Per la vittoria abbiamo aperto loro le nostre attività come network professionale di marketing e comunicazione e abbiamo colto l’occasione per intervistarli e capire il loro punto di vista.

 

Se doveste scegliere tre parole, o una frase, come descrivereste il fenomeno degli hate speech?

Si tratta di un fenomeno che consiste nella diffusione di tutte le forme di intolleranza, odio e discriminazione, in particolare nei confronti di minoranze. È, in sostanza, espressione della paura del diverso.

 

Quale fase del contest hai trovato più difficile / stimolante?

Tutti noi avevamo molto chiaro cosa fosse il fenomeno dell’hate speech, ma riuscire a proporre il tema in una chiave innovativa, nel nostro caso specifico semplificando il più possibile attraverso una rappresentazione animata, è stato sicuramente complicato. La fase più difficile, dunque, è stato il brainstorming, e quindi l’elaborazione e sviluppo dell’insight. Una volta chiaro il nostro obiettivo, riuscire a realizzare effettivamente la nostra idea attraverso uno script animato è stato molto stimolante.

 

Come questo progetto vi ha aiutato a concretizzare nella pratica i concetti appresi a lezione?

Sicuramente applicare nel concreto ciò che stavamo studiando ci ha permesso di capirne a pieno il significato. Inoltre, è stata una delle prime occasioni in cui ci è stata data la possibilità di misurarci nel pratico con gli argomenti che apprendevamo a lezione. Attraverso questo e i due progetti precedenti abbiamo quindi capito effettivamente come coordinare il lavoro in un gruppo; si è trattato di simulare, in un certo senso, il lavoro in un’agenzia pubblicitaria attraverso la suddivisione dei ruoli e dei compiti.

 

Cosa vorreste trovare in un'associazione di giovani marketers? Cosa vi incuriosisce di più di IAA?

Avere modo di poter partecipare in maniera diretta in un’associazione di questo calibro ci spinge ad essere più “affamati” e allo stesso tempo più competitivi. L’IAA ti mette davanti idee innovative e permette di espandere i propri orizzonti. Interagendo con persone che hanno bene o male la nostra stessa età, ci permette di lavorare e di sviluppare nuove proposte in un ambiente quasi familiare/informale ma allo stesso tempo stimolante. In particolare, ci aspettiamo di acquisire nuove competenze e nuove skills che ci permettano di avere una maggiore consapevolezza in ambito lavorativo e soprattutto un’opportunità concreta per mettere in pratica le nostre conoscenze e per creare una rete di contatti propedeutica all’entrata nel mondo del lavoro.



Siamo lieti di arricchire il nostro network con giovani professionisti che hanno dimostrato capacità di analisi, creativa e progettuale realizzando un progetto utile a contrastare il fenomeno degli hate speech online.

 

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