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La reazione degli influencer ai tempi del #Covid19

 

Il Covid-19 ha cambiato il modo di vivere di tutti noi e ci ha costretti a restare tutti in casa. Anche gli influencer, toccati dall’emergenza sanitaria tanto quanto i propri follower, stanno adeguando il proprio modo di comunicare.

In tempo di distanziamento sociale, i social network  sono il mezzo principale in grado di avvicinare le persone: le storie di Instagram sono diventate più numerose come quotidiani sono diventati i contenuti live e le dirette congiunte tra influencer.

Un aumento registrano le storie con contenuti legati agli hashtag #iorestoacasa, #eroiincorsia e #andratuttobene che contengono messaggi positivi di incoraggiamento e l’invito alla solidarietà.

I numeri parlano chiaro: secondo una ricerca condotta da Pulse Advertising su un campione di oltre 150 influencer italiani,  quest’ultimi sono stati i primi ad adattarsi al nuovo tono di voce imposto dall’emergenza, cambiando i loro piani editoriali (74%) e i formati (il 75% ha aumentato le Instagram stories e contenuti live), concentrandosi su messaggi emozionali (43%), legati a contenuti “iorestoacasa” (46%), di supporto a charity (48%) o di iniziative in cui coinvolgere la loro fan base (35%).

Un cambio di passo che ha fatto aumentare engagement e visualizzazioni, tanto che il 71% degli influencer italiani ha visto aumentare i messaggi diretti da parte della propria fan base, nonché visualizzazioni (57%) e le interazioni (53%).

Inoltre, il 76% degli influencer italiani ha dichiarato di ricevere dai suoi follower messaggi di apprezzamento per i contenuti che posta sui social media in questo momento di crisi e quasi uno su tre afferma di aver pubblicato anche informazioni di servizio, ad esempio ripostando le linee guida del Ministero della Sanità o dell’OMS per combattere le fake news.

Secondo un’indagine condotta dal New York Times, però, alcuni affermano che il coronavirus sta incidendo in modo massiccio sulle entrate, aggiungendosi alla lunga lista di professionisti messi in difficoltà dall’emergenza sanitaria: ad esempio, i travel influencer, che guadagnano attraverso  sponsorizzazioni di hotel, destinazioni, compagnie aeree e marchi del settore.

Alcuni di loro, però, stanno scoprendo come assecondare il loro desiderio di esplorare il mondo pur rispettando le nuove restrizioni (come il divieto di viaggiare per 30 giorni dall’Europa verso gli Stati Uniti annunciato da Donald Trump) attraverso i ricordi di viaggi già compiuti o il pianificare viaggi verso mete ancora inesplorate.

Di fronte ad una crisi anche economica, come si stanno muovendo i brand italiani?

Dal punto di vista dei contenuti sponsorizzati, se è vero che l’81% ha registrato una diminuzione delle entrare pubblicitarie, per il 67 % si tratta di uno spostamento di investimenti a quando l’emergenza sarà finita, mentre l’11 % ha scelto volontariamente di non accettare campagne pubblicitarie in questo periodo per non urtare il sentiment della loro follower base. 

È chiaro, dunque, che anche i brand devono ripensare la loro comunicazione sui social media e coinvolgere gli influencer è certamente la scelta giusta per rafforzare il legame con la propria community, evitando una spinta commerciale o di prodotto, spostando il focus della loro strategia comunicativa sulla persona.

I consumatori si ricorderanno dei brand che hanno saputo star loro vicini attraverso messaggi positivi e di vicinanza sociale. Forse l’emergenza covid19 cambierà il rapporto con le marche, con gli utenti che vogliono sentirsi sempre di più partner di una community e meno dei semplici consumatori.

 

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