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“La mia passione per il coaching!”
L'INTERVISTA A PAOLA MARAZZINI

 

Paola Marazzini è Associated Certified Coach ICF e ha ricoperto cariche di prestigio in aziende del calibro di Nielsen, Publitalia 80 e Google.

Le parole di Paola ci fanno riflettere sul vantaggio di prendersi il rischio di fare scelte coraggiose e sull’importanza del coaching quando si parla di unicità e inclusione.
La sua energia e la sua determinazione l’hanno guidata negli anni verso successi ma anche rinunce che le hanno permesso di rimanere sempre fedele a se stessa e ai suoi valori.

Una storia unica, quella di Paola, che vuole essere di ispirazione per i giovani e per tutti noi.

Paola, ci racconti com'è nata la tua passione per il coaching?

A un certo punto della mia vita mi sono resa conto che la parte del mio lavoro che amavo di più e che mi appagava di più era “la crescita delle persone”. Il coaching e’ oggettivamente questo, si concentra sul mettere in risalto il potenziale e l’unicita’ delle persone per aiutarle a crescere sia nella vita che nel lavoro.

Facciamo un passo indietro. In Google eri una manager molto apprezzata: sei stata insignita di un prestigioso riconoscimento Europeo ( Best Manager Award ) volto a premiare i Leaders piu’ apprezzati e di maggior impatto a 360° e hai lavorato, durante 14 anni, guidando un team numeroso e talentuoso.
Quali sono a tuo parere gli elementi chiave del successo di un buon Leader ?

Sono felice di raccontare quali sono state per me le skills fondamentali per potersi meritare il riconoscimento e la collaborazione di un Team, sia esso a proprio riporto o, ancor più sfidante, cross-funzionale.

Innanzitutto l’ascolto sinceramente aperto e attivo, volto a comprendere le diverse opinioni e punti di vista per ricevere input differenti e utili ad arricchire lo scenario.

Poi l’attenzione davvero sentita all’aspetto umano delle risorse sapendo leggere le persone e comprendendone le modalità di comunicazione: ad esempio in un meeting e’ opportuno osservare le dinamiche di gruppo, raccogliendo i contributi degli estroversi ma sapendo anche rispettare i tempi e i cenni non verbali dei piu’ introversi, invitandoli a contribuire nel rispetto della loro modalità di interazione.

Inoltre e’ fondamentale saper motivare ed entusiasmare le persone, il che non puo’ prescindere da una solida visione accompagnata da una efficace capacità di comunicazione.

Last but not least il vero Leader sa, infine, decidere e prendersi le conseguenti responsabilità.

Lavorando in Google avrai avuto l’opportunità di confrontarti con persone di tutte le parti del mondo e di diverse nazionalità. Ci sono degli strumenti utili nell’ambito del coaching relativi alla gestione delle differenze culturali?

Con la globalizzazione si e’ accelerata la collaborazione tra persone di culture profondamente diverse. Laddove una volta ci si poteva aspettare che un dipendente collaborasse principalmente con i colleghi del proprio paese, oggi molte persone fanno parte di reti globali connesse con persone sparse per il mondo. Eppure spesso i Managers hanno scarsi strumenti e strategie per affrontare la complessità interculturale che influisce sull'efficacia quotidiana del proprio team e delle performance di business.

Esistono parecchi studi e approfondimenti che trattano queste tematiche, come ad esempio “The Culture Map” di Erin Meyer che offre spunti molto concreti utili per lavorare in modo efficace e sensibile con le proprie controparti nel nuovo mercato globale.

In questo contesto il Coaching rappresenta uno strumento molto utile per spingere Managers a decision makers a riflettere sulle diversità culturali per agevolare interlocuzioni davvero inclusive e rispettose delle diverse sensibilità.

Esistono anche tecniche di coaching per la community LGBT?

Il coaching e’ uno strumento potente che può essere utilizzato in ambiti diversi, tant’è che si parla di Business Coaching, Life Coaching, Systemic Coaching (che pone il Coach al centro del proprio contesto organizzativo, sociale e familiare) e negli ultimi anni anche di Diversity Coaching.

Un percorso di diversity coaching permette una riflessione profonda sulla diversity in senso lato e le diversità come sappiamo sono tante e tutte meritevoli di attenzione: dall’inclusione LGBT, al tema etnico a quella legata alla age diversity .Tramite progetti di diversity coaching è possibile stimolare la giusta consapevolezza della diversity all'interno dell'azienda attraverso il riconoscimento del valore dell'integrazione delle diverse caratteristiche individuali.

È ormai un dato acquisito dalle aziende che migliorare il benessere delle persone in azienda e la loro esperienza emotiva durante le ore lavorative non solo migliora la produttività di ogni individuo a beneficio di tutta l'organizzazione, ma ne trae vantaggio anche il business.

Promuovere un pensiero ed una pratica che tengano conto della diversity è molto utile per creare un clima aziendale di sempre maggior benessere e riconoscimento, che accresce nelle persone coinvolte il senso di condivisione, appartenenza e motivazione intrinseca.

Soprattutto in periodo di COVID19, il mental health ha fortemente messo alla prova tutti, lavoratori e non. Cosa può fare il Coaching per accompagnare persone ed organizzazioni?

Sicuramente il COVID19 con le restrizioni, le paure, l’incertezza e il senso di precarietà che lo ha accompagnato ha profondamente segnato tutti noi. La prima evidenza per quanto riguarda la mia attività di Coach e’ che e’ aumentato esponenzialmente il bisogno e la richiesta di supporto da parte delle persone.

Ricordo che nel primo lock down avevo aderito a un progetto dell’associazione The Habitat ed Erickson Coaching Italy che reclutava Coaches disposti ad offrire gratuitamente il loro tempo svolgendo sessioni a chi non se le poteva permettere, per contribuire positivamente alla situazione di confusione e di disagio causata dalla diffusione del COVID19.

Il Coaching e’ uno strumento davvero utile nell’affiancare individui e organizzazioni in questi momenti di grandi cambiamenti e sfide sociali, economiche e motivazionali. È uno strumento flessibile, al servizio delle esigenze del singolo ed e’ interessante notare come ai tradizionali temi quali Leadership, Career, Negotiation, stanno sempre più affiancandosi temi profondi quali Life Vision, Life Enhancement Coaching e Wellbeing, diventati più cogenti in seguito all’isolamento sociale e lo stress derivato dal cambiamento.

Dall’inizio della pandemia i professionisti hanno adattato i loro metodi di lavoro riducendo le attività del Coaching in person (fino all’80% secondo uno studio ICF del 2020) per svolgere il loro lavoro sulle piattaforme online. Se qualcosa si è perso dell’interazione interpersonale, molto si è guadagnato in termini di competenze professionali disponibili per aziende e privati ben al di là della loro area geografica di riferimento.

Che consiglio daresti ai nostri giovani di IAA Italy Chapter?

Questa domanda me la fanno spesso ma riesce sempre a mettermi in difficoltà perchè è difficile dare consigli generici a chi oltretutto non si conosce. Spero possa aiutare la condivisione di alcuni principi che sono stati per me dei fari nel corso della mia carriera.

Il primo e’ di definire bene cosa si desidera veramente, senza condizionamenti esterni.
Il mio mantra ad esempio è sempre stato che il vero successo è fare della propria vita ciò che più si desidera, a prescindere dalle aspettative e dal riconoscimento di altri.

Il secondo principio che mi ha sempre guidato è stato di impegnarmi con passione e credendo davvero in quello che facevo, il che talvolta ha significato lasciare team numericamente importanti e ruoli di prestigio per lavorare da sola su progetti in cui trovavo un significato .

Il terzo è di fare scelte professionali che abbiano un senso nel medio lungo termine, non cedendo alle lusinghe di opzioni di breve più facili o più allettanti ma che non hanno sostenibilità in un’ ottica più ampia di progetto per la propria vita.

 

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