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LA SOSTENIBILITÀ AZIENDALE ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE

 

Si sente sempre più spesso parlare di sostenibilità ambientale: un valore che appare sempre più condiviso sia dal pubblico che dalle aziende. Ma qual è la situazione e lo scenario di riferimento attuale?

Ipsos ha pubblicato una ricerca in occasione della Giornata della Terra 2021 evidenziando come solo il 31% delle persone a livello globale, e il 27% localmente in Italia, crede che i propri Stati abbiano un piano d’azione definito che includa la collaborazione con altre realtà, come le aziende e la comunità sociale. 

Se è vero che il 2021 è stato, finora, un anno chiave per il futuro della sostenibilità mondiale grazie alla firma di diversi accordi internazionali, è altrettanto vero che, nonostante l’aumento di interesse, vi sia ancora una consapevolezza insufficiente da parte dei singoli cittadini. 

A fronte di queste evidenze risulta interessante notare come il 72% degli intervistati ritenga che i cittadini debbano essere maggiormente sensibili nelle azioni giornaliere a sostegno della sostenibilità, e il 68% pensa lo stesso delle aziende.

Come si esprime nel concreto questa volontà, a seguito della crisi pandemica? Nonostante la conoscenza del tema da parte degli italiani sia cresciuta dal 7% al 37% negli ultimi 7 anni, non ci sono evidenze che dimostrano un maggiore impegno tangibile dei cittadini, né un vero cambiamento delle abitudini consolidate.

A complicare il panorama sono i dati pubblicati da Edelman Trust Barometer che fa emergere un calo di fiducia nelle capacità del singolo di saper affrontare l’infodemia digitale e saper distinguere l’informazione dalla disinformazione. Infatti, il 35% della popolazione ha una consapevolezza ancora superficiale del tema.

In questo contesto, il ruolo di aziende e istituzioni diventa fondamentale e strategico per abilitare il cambiamento. Quando il governo è assente, le persone si aspettano che le imprese intervengano e colmino il vuoto: ai CEO viene chiesto di concentrarsi sull'impegno sociale con lo stesso rigore, premura ed energia utilizzati per realizzare profitti.

Sono tre i driver che, secondo IPSOS, spingono il consumatore verso uno stile di vita sostenibile: il primo è la propensione a​ rispettare l’ambiente e le persone,​ che induce i consumatori a essere etici e a migliorare il proprio modo di relazionarsi con il mondo; il secondo è la paura dei cambiamenti climatici, che porta a limitare l’impatto negativo sul pianeta; il terzo, più recente, è la percezione di innovazione ed alta qualità associata ai beni prodotti in modo sostenibile,​ che guida verso​ scelte di acquisto più responsabili.

 

LA COMUNICAZIONE CHE FA BENE

Be Intellingent ha redatto il primo primo manifesto universale per la Comunicazione Che Fa Bene, firmando 13 impegni insieme a professionisti del marketing e della comunicazione. 

L’obiettivo prefissato è quello di usare il talento e le proprie competenze per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile promossi dall’Agenda 2030: i cosiddetti 17 Global Goals promossi dalle Nazioni Unite a livello mondiale.

Cosa si intende per comunicazione che fa bene?

La “Comunicazione che Fa Bene” è quella comunicazione in grado di fare bene all'azienda: valorizza la sua identità, i suoi prodotti, e rafforza la relazione con i suoi stakeholders.

La  “Comunicazione che Fa Bene” è quella comunicazione in grado di dare beneficio alle persone perché utilizza le risorse creative per migliorare il mondo in cui viviamo e contribuire a garantire un futuro sostenibile per tutti.

La “Comunicazione che Fa Bene” è al contempo frutto e motore di quelle azioni virtuose capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica e di generare un cambiamento positivo nelle abitudini dei cittadini e dei consumatori. 

Oltre La Media Group ed EG MEDIA SB hanno anche promosso un premio per promuovere i progetti di comunicazione che, attraverso la creatività, hanno proposto nuove prospettive per favorire un futuro sostenibile con un impatto di lungo periodo quantificabile negli effetti e riconosciuto dai propri stakeholders.

A vincere la prima edizione del premio La Comunicazione che Fa bene è stato Leroy Merlin nel 2020. IAA Italy Chapter è stata invitata a dare il proprio contributo al progetto: il Presidente Alberto Dal Sasso ha partecipato alla Giuria degli strategy awards esprimendo attivamente il suo punto di vista. 

Il percorso verso la sensibilizzazione della sostenibilità è un percorso che IAA Italy ha appena cominciato, ma che dimostra già grande potenziale prevedendo azioni e iniziative concrete grazie al supporto di Elena Grinta, socia Professional di IAA Italy Chapter, Benefit Entrepreneur, Ethical Influencer, esperta italiana della sostenibilità a tutto tondo. 

Elena Grinta ha rappresentato l’Associazione durante il webinar internazionale “Sustainable MIND” organizzato dalle Camera di Commercio UK Italiana insieme a AstraZeneca, Interface, PwC Italy, Vivienne Westwood e MIND Milano Innovation District.

In un interessante intervento di 10 minuti ha presentato una selezione breve e significativa delle campagne che hanno dimostrato di avere un impatto duraturo e misurabile nel tempo e un esempio di quelle imprese che hanno operato in modo autenticamente sostenibile tanto da essere riconosciute come tali dai propri stakeholder, riuscendo a distinguersi dai concorrenti.

Riascolta l’intervento di Elena Grinta a Sustainable MIND

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