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#NOEASYWINS: LA CAMPAGNA DI IAB A FAVORE DEL TARGETED ADVERTISING

 

Da più di un anno si discute sul Digital Services Act, il disegno di legge promosso dalla Commissione Europea per regolamentare il commercio digitale.

Un commercio che, soprattutto nell’ultimo anno, sta diventando parte essenziale dell’economia dei singoli Stati e della stessa Unione Europea: con l’avvento della crisi pandemica, la digital transformation ha infatti esperito una forte accelerazione e molte realtà hanno trasferito la propria attività online.

E sono proprio il commercio online e la presenza digitale che hanno permesso alle aziende, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni, di riuscire a sopravvivere al mercato e far fronte ai cali di profitto mantenendo in vita l’attività.

In questo contesto diventa quindi fondamentale avere una legislazione chiara e univoca che possa tutelare l’economia digitale considerando i bisogni dei publisher e garantendo sicurezza e trasparenza ai consumatori.

Quest’ultimo aspetto è diventato negli ultimi mesi un tema sempre più caldo nell’opinione pubblica e nell’agenda politica dei parlamentari europei, vedendo nascere diverse coalizioni che invitano all’adozione di un divieto della pubblicità mirata in quanto concepita come mezzo che mette in pericolo la privacy degli utenti.  

Abbiamo già precedentemente analizzato perché l’online l’advertising ha bisogno della pubblicità mirata, il suo ruolo nel contesto socio economico europeo e l’impatto che tale divieto potrebbe avere nel mercato digitale.

Ripercorrendo brevemente gli effetti negativi che tale divieto potrebbe avere nel contesto odierno, si possono citare i principali:

  • Il calo di posti di lavoro in tutta l’Europa, facendo venire meno molteplici professioni ad essa legate;
  • La diminuzione dei profitti da parte delle PMI europee, colonna vertebrale di tutta l’Unione;
  • Il drastico calo di proventi da parte delle ONG, che coprono un vuoto sociale lasciato tale dalle istituzioni;
  • Il venir meno del pluralismo mediatico e di conseguenza di un’informazione qualitativa e corretta;
  • Il peggioramento dell’esperienza dell’utente, il quale entrerebbe in contatto con contenuti non più pertinenti e rilevanti.

 

Da qui, diverse iniziative promosse dalle maggiori associazioni di settore per tutelare il benessere economico dei publisher e dell’Unione nel suo complesso, promuovendo una corretta informazione in merito all’importanza della pubblicità mirata nell’attuale contesto, consapevolizzando l’opinione pubblica e sfatando diverse preoccupazioni. 

In questo articolo parleremo di #NoEasyWins, la recente campagna lanciata da IAB Europe.

 

THERE ARE #NOEASYWINS IN DIGITAL POLICYMAKING

IAB Europe, dopo aver pubblicato un report di analisi del contesto attuale, riportando dettagliatamente i motivi per cui la pubblicità mirata è fondamentale per l’economia nel suo complesso, ha ideato una campagna video digitale per creare consapevolezza in merito a chi davvero ci rimette quando viene tolto alle aziende l'accesso a strumenti altamente efficaci e a basso costo.

 

1. PICCOLI EDITORI

Sono coloro che riescono a dare una prospettiva diversa alla società. Solo il 28% dei lettori si è dichiarato disposto a pagare per l’informazione, qualora questa non sia finanziata dalla pubblicità online, fonte dell’81% dei profitti degli stessi.

 

2. CONSUMATORI

La maggioranza dei consumatori europei ha accesso a contenuti e servizi gratuitamente: il 75% di essi dichiara di non voler farne a meno in futuro. Senza la pubblicità mirata infatti si otterrebbe un effetto paradossale per cui ad un prezzo maggiorato corrisponderebbe una minore qualità e disponibilità di contenuti e servizi. 

 

3. BUSINESS DELL’EUROPA CENTRALE E DELL’EST

Romania, Bulgaria, Ungheria e Croazia negli ultimi due anni hanno visto duplicarsi il numero di consumatori che hanno comprato online, aiutati anche dal targeted advertising. Vietare o limitare gli annunci mirati rappresenterebbe un enorme passo indietro per la loro economia.

 

Come si può allora preservare l’approccio originario del Digital Services Act? Lavorando insieme e creando un dialogo tra le varie parti al fine di delineare una legislazione che sappia tutelare tutti gli attori in gioco superando l’incertezza legislativa.

 

 

    IAA PER IL DIGITAL SERVICES ACT    

 IAA Italy Chapter si impegna a tutelare contemporaneamente il consumatore e la marcom industry per sostenere un equilibrio tra buona legiferazione e la continua crescita di un florido ecosistema della pubblicità, che rappresenta il 42% in Italia e il 57% in Europa. 

A settembre 2020 IAA Italy Chapter ha partecipato alla consultazione pubblica organizzata dalla Commissione Europea per discutere insieme del Digital Services Act, successivamente, a novembre, ha organizzato una tavola rotonda con i principali esponenti degli attori in gioco, dal titolo “Digital Services Act e Pubblicità: il delicato equilibrio tra regolamentazione e sviluppo del mercato pubblicitario” partecipando anche a "Verso il Digital Services Act. Dialoghi sul futuro dei servizi digitali", il ciclo di webinar organizzati da Fondazione Centro di iniziativa giuridica Piero Calamandrei e preso parte al Think Thank.

Assumendo il ruolo di bussola a livello internazionale IAA è stato anche promotore, redattore e firmatario del Manifesto in favor of Digital Advertising insieme a IAB Spagna, IAB Portogallo e IAB Grecia, UNA, Netcomm e AEA. Il Manifesto è stato presentato a maggio 2021 in un’ulteriore tavola rotonda Digital Advertising and DSA/DMA, con i maggiori esponenti internazionali delle sigle sopra menzionate e con la partecipazione di diversi parlamentari Europei.

Infine, IAA Italy Chapter ha recentemente preso parte ad una Board Coalition con 15 altre associazioni di settore firmando una lettera aperta ai policymaker per palesare le esigenze del settore in merito al Digital Services Act.

 

 

Resta aggiornato sugli sviluppi del Digital Services Act

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