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Reset con Covid: Informazione, Ambiente, Pandemia, Pregiudizi

Reset con Covid:
Informazione, Ambiente, Pandemia, Pregiudizi

 

Giovedì 10 dicembre si è tenuto il webinar "Reset con Covid: Informazione, Ambiente, Pandemia, Pregiudizi" in occasione della premiazione annuale “Giovanni Giovannini – Nostalgia di futuro”, organizzato da Media Duemila e dall’Osservatorio Tuttimedia.

Si tratta di un premio istituito in omaggio a Giovanni Giovannini, giornalista e innovatore con uno sguardo sempre proiettato verso il futuro. Quest’anno il webinar si è concentrato su alcune tematiche principali, come si evince dal suo titolo: “Reset con Covid: informazione, ambiente, pandemia, pregiudizi”, ampiamente trattate da tutti gli ospiti che sono intervenuti per incitare a risollevarsi e, come sostenuto da Derrick De Kerckhove, a sfruttare la crisi come occasione di rinascita.

Apre la discussione Andrea Martella, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all'Informazione e all'Editoria, il quale sottolinea come la pandemia abbia segnato il corso dell’umanità racchiudendo in sé due parole, apparentemente distanti, nostalgia e futuro: nostalgia del tempo in cui era possibile pensare ed agire liberi dal pensiero dell’emergenza, e desiderio del futuro, per lasciarci questa esperienza alle spalle.

Martella sostiene che la pandemia ha accelerato molti processi di cambiamento: la consapevolezza dell’importanza della salute del pianeta, poiché la «sostenibilità è la condizione fondamentale per il nostro futuro»; i pregiudizi invece incidono ancora sulla qualità del dibattito pubblico, divenendo pericolosi se si oppongono alla scienza, per cui la sfida attuale è battere la disinformazione, perché le persone hanno bisogno di conoscere e devono poter contare su fonti autorevoli, a beneficio della qualità della democrazia, definita da Tocqueville: “il potere di un popolo informato”. 

Collegandosi a quanto sostenuto da Andrea Martella, interviene Franco Siddi, presidente dell’Osservatorio Tuttimedia e amico di Giovannini, il quale sottolinea come in questa emergenza l’informazione abbia consentito al mondo di tenersi in piedi.

Secondo Siddi, questo è il momento in cui bisogna far proprie le idee di Giovannini, traducendo la nostalgia dei tempi passati di nuovi progetti in un impegno per fare altrettanto oggi, in una pandemia che ha cambiato le abitudini di vita e ci ha costretto a sfruttare la tecnologia per sentirci vicini. «In questo panorama è necessario liberare il sistema dell’informazione introducendolo in un mondo più aperto all’interdisciplinarietà e in un contesto di sostenibilità, ambientale, sociale ed economica».

Il lascito che, secondo Siddi, Giovannini ci chiede di realizzare oggi è un sostegno per il mondo dei media, un disegno che sostenga i media della libertà, in Europa e in Italia, investendo sulle nuove generazioni e sulle nuove professionalità.

Ma in questo scenario di trasformazione, come si stanno comportando le audience?

Ne ha parlato Vittorio Meloni, direttore generale dell’UPA, il quale sottolinea come la pandemia abbia fatto rinascere la televisione, come dimostrano i dati sull’audience televisiva totale nel periodo di lockdown, cresciuta del +34/35%. Questo dimostra quanto la televisione sia ancora un mezzo centrale, accanto alla quale abbiamo assistito alla ulteriore espansione delle audience digitali.

A settembre, riporta Vittorio Meloni, «gli utenti unici misurati nel traffico su Internet sono oltre il 70% dell’intera popolazione, con un tempo per persona, su base mensile, di quasi 60 ore».

Essendo questo ormai l’accesso principale a tutte le fonti di informazione primarie (certificate), ma anche a informazioni autoprodotte o generate da nuovi sistemi, è necessario lottare contro notizie infondate o alterate, che condizionano il punto di vista di ampi segmenti dell’opinione pubblica.

Ciò che però stupisce, sottolinea Meloni, è che a fronte di questa crescita non vi è stata un’equivalente capacità da parte del sistema informativo di beneficiare economicamente di questa attenzione.

Meloni conclude perciò riprendendo Giovannini, il quale affermava che bisogna attrezzarsi per definire un modello di business completamente diverso, sostenendo che «bisogna creare le condizioni affinché il mondo dell’informazione realizzi un percorso di trasformazione digitale, precondizione per la sua sopravvivenza, investendo nelle infrastrutture, nelle competenze e nel supporto di questo settore».

Interviene così Derrick De Kerchove con una coinvolgente spiegazione sul significato del webinar: reset. «Reset vuol dire ricominciare da capo, perché la situazione o lo strumento non funziona più», ed è questa la nostra situazione attuale.

Il covid-19 ha contribuito ad accelerare il caos di senso, poiché i social media hanno permesso a persone non informate di prendere possesso delle notizie gridando più forte rispetto ai media tradizionali, causando una infodemia, una confusione generale a causa della mancanza di una voce autorevole e credibile che governasse la situazione.

Ed è qui che arriva il momento di fermarsi e ricominciare, di fare reset: le crisi possono stimolare il miglioramento, trasformando una situazione disastrosa in un successo più grande. «Breakdown has break through», leitmotiv del webinar, è il messaggio che dobbiamo cogliere oggi: il crollo come svolta.

Ed insieme agli studenti della scuola di design del PoliMi, Derrick De Kerckhove ha sviluppato un progetto per attuare il cambiamento partendo dal basso, secondo la filosofia «change the ground», secondo la quale per cambiare l’atteggiamento delle persone non c’è bisogno di costrizione, ma di cambiare le loro aspettative ed abitudini. «La ripresa è lunga e non dipende da vecchie soluzioni ma da un nuovo modo di pensare», conclude Derrick De Kerckhove. 

Change the ground: è questa la filosofia degli studenti di design del PoliMi che hanno presentato i loro progetti innovativi. Alla base delle loro idee vi è il mito di Icaro, metafora della condizione attuale degli uomini: Icaro scappa dal labirinto del Minotauro grazie a delle ali di cera costruite dal padre Dedalo, il quale gli raccomanda di non avvicinarsi al sole per non farle sciogliere.

Ma Icaro sceglie di spingersi oltre e le ali di cera si sciolgono, facendolo cadere. Questo mito, secondo gli studenti, rappresenta la nostra condizione attuale: le ali di cera sono l’innovazione e l’applicazione dell’intelligenza umana per l’innalzamento della propria condizione; l’avvertimento da ricordare è la potenza della natura e il rispetto delle sue esigenze.

Secondo gli studenti, i fattori di crisi del presente sono problemi climatici, di salute ed economici, facenti parte di un’unica grande problematica, e come tale solo affrontandoli uniti si può fare la differenza. «Change the ground, change the attitude», è il motto per rendere sostenibili le azioni quotidiane, fare la differenza ed essere come Dedalo, per il quale «il progresso ci può far sopravvivere, farci volare alto».

Al tema della sostenibilità si è ricollegato Enrico Bellini, Public Policy Manager in Google. Google è da sempre impegnata in iniziative sostenibili: nel 2007 divenne la prima grande azienda carbon-neutral in tutte le sue operations, e nel 2017 ha raggiunto il 100% di energia rinnovabile.

Ad oggi, Google persegue l’obiettivo di cancellare la propria carbon-legacy, le emissioni prodotte a partire dal 1998 fino al 2007. È un segnale di come Google si impegna per migliorare le comunità in cui opera, in termini di sostenibilità e impatto ambientale, anche cercando di coinvolgere i partner e finanziando idee sostenibili, come dimostra il Google Impact Challenge, una recente sfida in cui sono stati messi a disposizioni 10 milioni di dollari per finanziare idee in grado di sfruttare la tecnologia per contrastare il climate change.

«Questo perché la soluzione alla conquista del futuro passa sempre per una maggiore collaborazione tra tutti gli attori della collettività» sostiene Enrico. 

Parlando di ambiente, interviene Giovanna Maggioni, presidente Audioutdoor, società che si occupa della misurazione delle audience per l’affissione, mezzo di comunicazione che sfrutta l’ambiente per comunicare.

La comunicazione outdoor punta a sviluppare cambiamenti che partano dal basso, dai semplici comportamenti quotidiani. Durante la pandemia l’outdoor è stato fondamentale per comunicare ai cittadini le prassi da seguire, mentre ancor prima è stato attivo investitore nella pubblicizzazione di attività sostenibili come il bikesharing.

Inoltre, anche l’outdoor ha saputo cogliere le innovazioni digitali, passando a sistemi di controllo da remoto che hanno permesso di far risparmiare ogni mese 13 mila km di spostamenti in automobile, una piccola azione di cambiamento che ha avuto e avrà un grande impatto positivo sull’ambiente. 

Cambiamento e trasformazione digitale sono oggi centrali nella pubblica amministrazione, come ha spiegato Daniela D’Aloisi, responsabile dell’area servizi digitali presso la Fondazione Ugo Bordoni. 

La trasformazione della pubblica amministrazione implica cambiamenti profondi nel modo di vivere i servizi offerti dallo Stato, senza separare ambiente, sostenibilità e digital transformation, intrinsecamente connessi, e tenendo conto degli impatti, ambientali, sociali ed economici che le azioni quotidiane hanno sul pianeta, sempre ponendo al centro il capitale umano, necessario per attuare il cambiamento.

«Le tecnologie cambiano non solo il modo di comunicare, ma la vita stessa dell’uomo». Su questa frase di Giovannini ha voluto porre attenzione Alberto Dal Sasso, presidente dell’Italy Chapter di IAA.

Oggi ci troviamo in una fase storica straordinaria, in cui la tecnologia cambia il modo e i mezzi per comunicare, dopo anni di linearità, apportando cambiamenti culturali e legislativi. «Se è vero che il mezzo è il messaggio, oggi è quanto mai importante, soprattutto per i giovani, capire gli effetti che la tecnologia ha sul nostro modo di comunicare».

Ed è per questo che i giovani costituiscono parte integrante della vita associativa in IAA, che si impegna costantemente nell’interscambio generazionale tra le esperienze consolidate dei professionisti e «l’entusiasmo e la sana ingenuità giovanile».

L’IAA ha così coinvolto la sezione Young per l’elaborazione dell’attività di comunicazione per il progetto Donna è Innovazione, per il premio «Nostalgia di futuro – Giovannini Giovannini». Le attività di diversity, inclusion e sostenibilità sono ormai fondamentali e non possono essere ignorate, soprattutto dai giovani che devono prendere il mondo nelle loro mani.

Il progetto di Donna è Innovazione mostra che siamo in un’epoca di cambiamento, il quale deve avvenire dalla base, dalle aspettative e dai comportamenti delle persone, e deve essere sfruttato in un momento storico di grande cambiamento culturale, tecnologico e politico.

Prosegue il panel con l’intervento di Maria Eleanora Lucchin, di Mediaset, la quale ha esordito spiegando che in questo momento di crisi, la televisione generalista gratuita ha dimostrato di non essere morta come molti sostengono, anzi, le percentuali di persone davanti alla tv sono aumentate notevolmente, su tutte soprattutto i millennials.

Ha poi spiegato quale sia stato il contributo di Mediaset in questo periodo: «L’azienda aveva due intenti principali: garantire aggiornamenti rispetto l’emergenza e creare senso appartenenza tra i propri telespettatori. Al centro di tutto c’è stata come sempre l’informazione. Per garantire ciò è stato enorme lo sforzo produttivo e organizzativo».

Ha infine constatato quanto ad oggi l’utente usi più devices, sostenendo che quindi il reset andrebbe inteso come un modo per ripensare la televisione, soprattutto a fronte di questi cambiamenti che stanno rivoluzionando il modo di fruire i contenuti. 

L’evento è proseguito con l’introduzione al progetto Donna è Innovazione, spiegato da Gaetano di Giuseppe, coordinatore dell’area young dell’International Advertising Association: «Ringrazio Maria Pia e tutto il team dell’Osservatorio di Media Duemila. Con i nostri young members abbiamo costituito una sorta di piccola agenzia di comunicazione, dove studenti e giovani professionisti hanno messo in campo le proprie competenze per supportare la comunicazione che ha preceduto questo bellissimo evento. Sotto la guida di vari professionisti del settore hanno realizzato contenuti che vi invito a vedere sui rispettivi canali dell’IAA e dell’Osservatorio Tuttimedia».  

Prosegue il ricordo di Giovanni Giovannini con l’intervento di Giampiero Gramaglia, che ha introdotto i giornalisti praticanti della scuola di giornalismo di Urbino, protagonisti del Rapporto eco media 2020

Da questa ricerca è stato evidenziato qualcosa di interessante, che lascia molti spunti di riflessione. Nello specifico è emerso che l’informazione per l’ambiente e la salute sono state cannibalizzate dalle informazioni per la pandemia

I giornali, le tv, erano costantemente focalizzati sull’aggiornamento rispetto la pandemia, tralasciando una comunicazione volta a educare alla sostenibilità ambientale.

A tal proposito, nel corso dell’evento, sono intervenuti direttamente i giornalisti praticanti della scuola di Urbino, Clarissa Cancelli e Giacomo Puletti, i quali hanno rispettivamente posto le seguenti domande al dott. Angelo Mazzetti: «l’oscuramento dei temi ambientali ha avuto riscontro nei social network?»; «l’infodemia derivante dalla pandemia, quanto ha influenzato il modo di fare e ricevere informazione?»

L’interpellato Angelo Mazzetti ha basato le sue risposte su un concetto cardine, quello di responsabilità editoriale. Ha spiegato quanto Facebook abbia preso a cuore questo ideale, tanto che da anni porta avanti una lotta contro le fake news

L’elemento principale a cui si deve far riferimento è la verificabilità della notizia. In tal senso, durante la pandemia, Facebook ha intensificato il proprio lavoro di monitoraggio circa le informazioni che circolavano sul social. 

«L'azienda ha portato avanti diverse iniziative: su tutte quella del centro informazioni covid-19, grazie alla quale più di 2 miliardi di persone sono state veicolate su informazioni verificate, 600 milioni sul sito del Ministero della Salute»

Il gender gap continua ad essere uno dei temi portanti dell’evento. Proprio in tal senso è intervenuto Antonio Parenti, che ha spiegato l’iniziativa No women no panel, nata da un’idea della commissaria Gabriel.

In molti panel vi è ancora uno squilibrio di genere, per ovviare a ciò è stata lanciata questa bellissima iniziativa, volta a stabilire una giusta equità in termini di genere all’interno di ciascun panel. 

A precedere le premiazioni vi è stato l’intervento del Presidente Riffeser Monti, che ha voluto ricordare Giovanninievidenziando quattro parole chiave: “rivoluzione, mutamento, giornalista disfattista e costruttivo”. 

«Oggi siamo di fronte ad un mutamento epocale. Dobbiamo imparare a fare un giornalismo costruttivo, il quale si raggiunge non limitandosi a dare informazioni ma a dare soluzioni, altrimenti si fa gossip», conclude Monti. 

L’evento è poi giunto al momento delle premiazioni, con la consegna virtuale del premio “Nostalgia di futuro 2020” a Maddalena Esteri, per aver realizzato le grafiche ed il logo del progetto Donna è Innovazione. La premiata ha ringraziato la giuria, l’IAA e l’Osservatorio Tuttimedia, sottolineando quanto questo progetto sia stato il frutto di un corale e ben coordinato lavoro di squadra. 

Per omaggiare “Giovanni Giovannini come comunicatore” è stata premiata Erica Mandraffino, director external communication presso l’Eni. In memoria di “Giovanni Giovannini come giornalista”, sono stati premiati Agnese Pini, la quale dopo aver ringraziato la giuria ha sottolineato quanto a suo avviso nella società sussista un problema di armonia, che include inevitabilmente anche le disparità di genere; e Francesco Vecchi, conduttore di mattino5. 

Ultimi riconoscimenti per onorare “Giovanni Giovannini come editore”, sono andati a Isabella Splendore, in quanto prima donna dirigente nella storia della FIEG e ad Isa Maggi, presidente degli Stati Generali delle donne, la quale durante il covid-19 ha tenuto ben 137 conferenze.  

La conclusione dell’evento ha visto protagonista la sezione Young dell’International Advertising Association, della quale tre giovani sono stati premiati con il riconoscimento “Nostalgia di Futuro 2020”.

I tre giovani, Crimaldi PietroDesantis Eleonora e Nesticò Luca, hanno espresso i loro ringraziamenti alla giuria, al Presidente di IAA Alberto Dal Sasso e a Gaetano di Giuseppe, coordinatore dell’area Young, per il costante lavoro di questi mesi.

I tre young members hanno ringraziato anche Maria Pia Rossignaud e Rosella Serra, per la formazione e il supporto durante il progetto. Hanno concluso unanimemente sottolineando quanto nel corso di questi mesi sia stato imprescindibile il lavoro di ciascun socio young dell’associazione, motivo per il quale questo riconoscimento rappresenta il lavoro di tutti

 

Eleonora De Santis e Luca Nesticò ,
soci Young IAA Italy Chapter

 

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