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“Tu cosa mi dai in cambio?
L'INTERVISTA A MARIA PIA ROSSIGNAUD

 

Maria Pia Rossignaud e’ Senior Vice President di Osservatorio TuttiMedia ed Editor di Media Duemila. Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA: la tecnologia applicata al mondo dei media, e non solo, la sua passione. 

Abbiamo chiesto a Maria Pia Rossignaud di condividere la sua esperienza come donna e come professionista attenta all’impatto che le nuove tecnologie inducono sulla società.

Hai scelto un percorso professionale affascinante ma allo stesso tempo complesso, mettendo al tavolo, per esempio, diversi player media con differenti punti di vista. Come ci sei riuscita?

In realtà non l’ho scelto, mi sono trovata ad ereditare un mondo complesso, questo si. In più  non riuscire nella sfida di tenere insieme i coopetitor  (competitori che collaborano) del tavolo di TuttiMedia, non è mai stata un'opzione. Volontà, buon senso e  l’insegnamento del nonno paterno che mi diceva: “Se passi sotto un tunnel e ti picchiano, non piegare le ginocchia così nessuno potrà stenderti”. L’immagine è chiara. se le gambe sono ben salde sulla terra e le ginocchia non si piegano ……. E allora eccomi qua ben dritta  e sempre sui piedi appoggiati solidamente sulla strada percorsa e da percorrere.

Nel 2008, anno in cui ho ripreso il mondo creato da Giovanni Giovannini, mio mentore e uomo con le idee chiare  sul futuro dei media, l’ho fatto e basta.  

L’Osservatorio TuttiMedia è l’associazione creata da Giovannini nel 1996 per dare concretezza ad un tavolo di protagonisti della società, con la voglia di porre  l’interesse del bene comune al centro del confronto. Il travolgente duemila e i suoi cambiamenti epocali lui li definiva  la “Grande Mutazione, e non a caso la parola è presa in prestito dal mondo della biologia, oggi come allora noi di TuttiMedia continuiamo a riflettere per anticipare i cambiamenti senza clamore, fiduciosi nella missione ereditata e con la consapevolezza che da soli non si va da nessuna parte.  

Da giornalista, ho tenuto a continuare anche la rivista Media Duemila, anche fondata dal Giovannini nel 1983, prima voce narrante di quella che oggi chiamiamo trasformazione digitale: confesso che forse questa è stata la parte più difficile del viaggio.

Ricordo con divertimento che l’allora AD di Media Duemila, uomo di grandi giornali, torinese doc a un certo punto mi disse: “Mi sembri un pesciolino rosso che nuota in una vasca di squali, ma riesci sempre a cavartela”. 

Forse in questa frase c'era una buona dose di machismo cattivo,  o forse  aveva ragione. Chissà. In ogni caso sono andata avanti, ho aggregato nell’Osservatorio tante menti illuminate che hanno sostenuto anche la rivista che, grazie a loro, quest’anno festeggia i suoi primi quarant'anni. Non male. 

Nasci giornalista. Ci racconti il tuo percorso lavorativo come donna?

Ho iniziato la mia carriera presto già alla fine degli anni ‘80, poi nel 1992 sono diventata giornalista professionista: ho ottenuto l’agognato tesserino. Ho vissuto la trasformazione delle redazioni: la macchina da scrivere lasciava il posto al computer e le donne cominciavano ad esserne parte. Quando ho iniziato a lavorare a Il Mattino di Napoli su circa 180 giornalisti eravamo solo 3 donne. In redazione mi sono imbattuta in un collega che ad ogni mia richiesta di aiuto o spiegazione diceva “e tu cosa mi dai in cambio?”.

Per indole non sono una che sbatte i pugni o fa scenate, aspetto l’occasione giusta per rimettere le cose in ordine. In questo caso il giorno della resa dei conti e arrivato con la visita del direttore in redazione nell’esatto momento in cui il collega mi chiedeva una gomma da cancellare (eh sì c’erano ancora), ed io prontamente ho risposto “e tu cosa mi dai in cambio?” .

E nell’esperienza dell'Osservatorio TuttiMedia?

Anche al tavolo dell'Osservatorio TuttiMedia nella prima fase ero l'unica donna, piano piano la situazione è cambiata. E’ arrivata Giovanna Maggioni, allora UPA, poi Marina Ceravolo di Rai Pubblicità, Laura Bononcini di Facebook, Giorgia Abeltino di Google e Maria Eleonora Lucchin di Mediaset, in ordine di tempo. Tutte insieme nel 2018 abbiamo voluto celebrare la figura della donna dando spazio al premio “Donna è Innovazione” nell’ambito del nostro evento annuale Nostalgia di Futuro, che da 13 anni celebra l’innovazione nella comunicazione. Colgo l’occasione per ringraziare Maddalena Esteri di IAA Italy Chapter che ha prodotto il logo del  progetto Donna è innovazione. 

Cosa hai imparato in questi anni?

Nella vita si impara costantemente e come diceva Ulisse “Non foste nati per viver come bruti ma per inseguir virtute e conoscenza”. 

Il nostro viaggio, su questo pianeta bellissimo,  non è  mai  privo di ostacoli anche imprevisti e a volte difficili, ma competenza e coraggio portano i risultati. Il nostro Osservatorio TuttiMedia è un risultato, perchè da 25 anni propone dibattiti all’avanguardia nell’innovazione  dei media e cerca percorsi utili ad un sistema sostenibile per tutti. Noi non esaltiamo o demonizziamo la tecnologia, puntiamo a mettere al centro di tutto l'umanità e le innumerevoli scelte che deve fare quando si confronta con le nuove tecnologie. Questa è la legacy di Giovanni Giovannini che negli anni ‘90 da presidente FIEG  affermava: “Non è tempo di alzare steccati ma di condivisione e comprensione”.  

Anche per ribadire quanto fosse d’avanguardia il pensiero di questo grande giornalista poi diventato editore, quest’anno l’associazione ha scelto di promuovere il progetto  “NewsMedia4Good”, che invita  a riflettere su parole, algoritmo e informazione. Lo scopo è dire basta al sensazionalismo che divide, alla polarizzazione che ingabbia e contribuire alla costruzione della nuova infosfera responsabile e costruttiva. 

Raccontare il mondo è una responsabilità che va condivisa, non c’è dubbio. Apprezza la campagna di Google sull'affidabilità delle notizie e l'importanza di informarsi da  fonti autorevoli che mia ha riportato ad una frase di Giovanni Giovannini sulla necessità di fare la differenza tra informazione ed intrattenimento ricordando che “la Divina Commedia che non è letta certo, in tutti questi secoli, per sapere come va a finire il viaggio di Dante Alighieri.”

Un consiglio a Elisa Santoni, Young Professional di IAA Italy che sta iniziando a muoversi nel mondo della comunicazione?

Guardare oltre senza perdere la concretezza delle radici di appartenenza, studiare cosa si fa all’estero, confrontare i modi e i mondi della comunicazione per ritagliarsi un percorso personale in cui eccellere per la propria diversità. Nel canale Donna è Innovazione ospitato da Media Duemila ho raccolto molte testimonianze di donne del mondo della comunicazione, le consiglio di andare a curiosare e scegliere qualche protagonista del nostro tempo da incontrare. L’Osservatorio TuttiMedia con la rivista media Duemila sono anche e soprattutto un network a disposizione di chi sa coglierne le opportunità..

 

 

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