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Women Will - Entrepreneurship

 

"Women Will - Entrepreneurship” è il tema chiave del secondo dei tre appuntamenti rivolti alle socie Young IAA e organizzati da SheTech in collaborazione con Google. Gli appuntamenti, infatti, si inseriscono nell’ambito del progetto Women Will lanciato in Italia nel 2020 da Google e SheTech per “colmare il gender gap nel mondo della tecnologia, del digitale  e dell’imprenditoria, attraverso attività di networking, empowerment e formazione".

In questo modo si concretizza l’obiettivo dell’associazione no-profit SheTech, che si occupa di valorizzare l’attività femminile nel mondo tech e digital. Lo scopo degli incontri è potenziare le conoscenze su temi utili allo sviluppo della propria carriera. Per questo, il primo appuntamento si è dedicato alla gestione della carriera nell’attuale ambiente lavorativo dinamico, il secondo si è concentrato sugli aspetti utili da considerare per l’attività imprenditoriale, mentre il terzo avrà come focus la leadership.

Entrepreneurship by Anna De Stefano

Speaker in occasione dell’appuntamento dedicato al tema dell’imprenditorialità è stata Anna De StefanoChief Legal Design & Communication Officer, European Women of Legal Tech 2020, Business Angel, e Startup Mentor & Advisor, è un esempio iconico della possibilità di realizzarsi.
Dalle sue parole traspare esattamente ciò in cui ha affermato di credere: l’importanza di lavorare in squadra, di avere dei valori portanti, ma anche una strategia ben definita, accompagnata dalla consapevolezza di tutti i passaggi necessari per realizzarla.
Fare carriera nel mondo dell’imprenditoria parte, infatti, da un’analisi dei propri valori e dal riconoscimento del proprio valore, da mettere in campo in ogni azione e relazione.

 

Lo stato dell'arte dell'imprenditoria femminile

I numeri non mentono e rivelano una realtà che può ancora migliorare. In Italia l’imprenditoria femminile è ancora in secondo piano rispetto al quadro generale. Il numero di founders femminili e di attività finanziate è minore rispetto al totale. Questo significa perdere delle opportunità da entrambi i fronti. Spesso le donne si trovano frenate dalla situazione poco attraente, e al contempo nel mercato si ha una ridotta omogeneità, che impoverisce il mercato.
Tuttavia le statistiche mostrano un miglioramento recentemente, forse legato ad alcune scoperte riguardo al successo delle attività fondate da donne. Infatti, sembra che le startup femminili siano più resilienti, dunque, rendano maggiormente e più velocemente, oltre a crescere in modo più costante. Questo rappresenta un aspetto importante, perché sradica i preconcetti, ed è fondamentale per gli investitori, che possono trovare attività durature nelle startup a slancio femminile.

 

IKIGAI: la propria ragion d'essere

Scegliere di intraprendere una carriera da imprenditrice non è facile, e spesso ci si lascia frenare dalle difficoltà risapute e dal giudizio diffuso che sia quasi impossibile. Per evitare che questo accada, è importante, innanzitutto, riconoscere il proprio valore e imparare come comunicarlo.
Anna De Stefano è partita, quindi, dal concetto giapponese di “ikigai”, che rappresenta la "ragione di vita" o la "ragion d'essere" per ispirare un’autoanalisi. È importante capire cosa si sa, cosa si è in grado di fare e per cosa vale la pena impegnarsi. Oggi esistono diversi testi e studi da cui derivano modelli utili alla ricerca e alla scoperta delle proprie attitudini e del proprio scopo nella vita, ed è questo il punto di partenza per la propria attività.
Sapere quale sia la propria ragion d’essere permette di allineare azioni volontarie e involontarie, senza perdersi lungo il percorso.
Ragionare sul proprio “Ikigai” significa fare un’autoanalisi, orientandola alla scoperta di un punto di incontro tra i vari aspetti della nostra personalità, includendo anche l’analisi dall’ambiente e dell’ambiente esterno. Lo scopo è trovare un equilibrio tra passione, missione, vocazione e professione, perché lo sbilanciamento rischia di causare frustrazione e demotivare di fronte agli ostacoli.
Punto focale per la carriera da entrpreneur significa accettarsi e rimanere fedeli a sé, per sapersi approcciare al meglio all’esterno.

 

Recap: cos'è una startup? Perchè fondarne una? Cosa bisogna sapere?

“A startup is an organization formed to search for a repeatable and scalable business model”, dice Steve Blank. L’obiettivo, dunque, è legato al concetto di business model ed è estremamente ambizioso, poiché il suo raggiungimento si ottiene in condizioni di novità, e di conseguenza di incertezza.
Perciò, fondare una startup è una scelta da ponderare, ed è sempre meglio avere dei cofounders e creare un team volenteroso e determinato per poter distribuire l’impegno richiesto. Conoscere i propri valori serve anche a scegliere di quali persone fidarsi e con chi condividere la propria idea imprenditoriale. Questo punto è importante anche perché i finanziatori investono nel team ancor prima che nell’attività, in quanto sono le persone a portare avanti l’attività stessa.
Come convincere gli investitori e i clienti? Il pitch è lo strumento migliore, attraverso cui è possibile mostrare il proprio valore, quello del team e dell’idea da sviluppare.

 

Analisi del mercato

Alla presa di consapevolezza di sé e della volontà di creare una startup, segue un lavoro rivolto all’esterno.
1. Buyer Personas
La prima cosa da fare è ascoltare. È necessaria un’analisi del mercato, segmentazione e studio delle persone da ssoddisfare. L’attività funziona solo se i clienti amano ciò si offre loro.
“La persona” deve essere sempre centrale: sia nello sviluppo del gruppo di lavoro, sia nell’approccio al mercato, che non va pensato in termini di target impersonali, bensì con un occhio alle caratteristiche attraverso cui è possibile dedurre gli attributi delle proprie Buyer Personas.
2. Approccio problema-soluzione
Dalla comprensione delle Buyer Personas deriverà l’attività stessa: bisogna analizzare, interagire con il mercato, per offrire i prodotti o servizi per cui i clienti sono disposti a fare le file. Serve capire quale è il problema delle proprie buyer personas e offrire la soluzione migliore rispetto a tutte quelle già presenti sul mercato. È, infatti, da analizzare anche il mercato e la concorrenza, proprio per capire come potersi distinguere.
“Fall in love with the problem, not with the solution.”
3. Modello Lean: validazione ed MVP
L'offerta va adeguata alle esigenze. Per farlo, serve testare e misurare, in modo da poter assestare la strategia e offrire ciò di cui davvero i clienti necessitano. La parola è chiave è la validazione, ovvero la verifica delle ipotesi sul campo, quindi tramite l’interazione con il mercato, seguendo un metodo che permetta di agire in modo veloce e concreto, flessibile e funzionale agli obiettivi.
Si tratta del Lean Startup Method, che suggerisce la creazione di un Minum Viable Product (MVP) per misurare la validazione del mercato in tutte le fasi di sviluppo della startup. Si tratta della creazione di anteprime del prodotto da far provare a piccoli clienti potenziali, al fine di comprendere come svilupparlo al meglio, ottimizzando gli investimenti. È grazie al MVP che si può far evolvere la soluzione.
Occorre ricordare che l’obiettivo finale non è solo farsi conoscere, ma soprattutto vendere il proprio prodotto o servizio.

Finanziamenti e controllo di cassa

Un passaggio cruciale e spesso spaventoso quando si vuole creare una startup è la ricerca di finanziamenti. I
consigli di Anna De Stefano?
- Esplorare e utilizzare diverse strade per ottenere finanziamenti
- Trovare sponsor, consulenti e mentori
- Acquisire familiarità con la rete
- Dimostrare il proprio valore
- Non porsi limiti
Avere una strategia di finanziamento è essenziale per potersi poi dedicare in concreto alla propria attività, perché la
mancanza di finanziamenti implica problemi di gestione delle risorse.
Anche la strategia di funding richiede tempo ed energia, però, perciò la sua pianificazione deve essere ben pensata.
Bisogna ricordare che ad ogni stadio di vita della startup ci sono possibili diversi finanziatori:
1. «Bootstrap»/autofinanziamento e bandi
Soprattutto nella fase iniziale, per l’imprenditoria femminile è utile valutare i finanziamenti a fondo perduto e
finanziamenti regionali dedicati, che possono essere un ottimo aiuto per il lancio dell’attività.
Conviene, inoltre, cercare di comprendere il più possibile il mercato, partecipando a eventi e costruendo relazioni,
in modo da conoscere e farsi conoscere al contempo
2. FFF (friends, family, and fools)
Qua ritorna la rilevanza dello scegliere le persone giuste da includere nella propria sfera, sia privata, sia pubblica,
così come la necessità di costruire relazioni in generale.
3. Incubatori e acceleratori, o crowdfunding
4. Business angels
Quando l’attività è più strutturata, si può pensare a cercare nuovi finanziatori.
Gli incubatori sono enti che nascono per aiutare giovani imprenditori a sviluppare la propria idea imprenditoriale,
anche tramite formazione e mentorship. Gli acceleratori possono agevolare la crescita di startup con consulenze,
investimenti finanziari e fornitura di spazi fisici. I Business angels solitamente lavorano con entrambi gli enti
finanziando e supportando l’attività.
In alternativa è possibile sfruttare il crowdfunding, che molto spesso, però, implica avere molti soci da gestire.
5. Fondi
È possibile, infine, avvalersi di fondi, che hanno comunque un termine di investimento.
Una volta conquistata la possibilità finanziaria di mantenere attività l’attività, occorre sapere controllare la cassa. Il
rischio? Fallire.

 

Mai trascurare l'aspetto legale

Ultimo aspetto, ma non per questo meno importante: l’impostazione legale è un aspetto poco attraente, ma se si fonda un’azienda, bisogna comprendere quando e perché le cose non funzionano, ed è sempre bene avere per iscritto delle regole di base per sapere gestire eventuali problemi seguendo uno schema. Esistono molteplici clausole da considerare, che è meglio trattare facendosi aiutare e seguire da esperti, in quanto la questione legale può causare disguidi e minacciare la sopravvivenza dell’attività, se gestita male o trascurata.

Se tutto ciò non fa desistere dal portare avanti la tua idea imprenditoriale, allora è la strada giusta! Come ha suggerito, infine, Anna De Stefano: “Cercate il «perché» della vostra startup e portatelo avanti con determinazione”.

E per scoprire come migliorare le proprie capacità di leadership, essenziali per sapere guidare il proprio team, non resta che attendere il terzo intervento di Women Will per IAA, durante il quale affronteremo l'ultima tematica cruciale nel mondo del lavoro di oggi: la Leadership.


Stay tuned!

Articolo scritto da Cristal Pascale

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