JOIN IAA!

Women Will - Leadership Inclusiva

 

"Women Will - Inclusive leadership” è il tema chiave del terzo appuntamento rivolto alle socie Young IAA del Programma “Women Will” organizzato da SheTech in collaborazione con Google. 

Il Workshop presso Google

L’evento, tenutosi martedì 5 luglio 2022, ha avuto la forma di un workshop partecipativo presso la sede di Google Italia, proprio per sottolineare l’impegno alla #uniqueness e all’#inclusion che caratterizza i tre enti organizzatori, SheTech, Google e IAA, come hanno ricordato introducendo l’incontro Rosella Serra, Advertising Industry Relations Manager Google Italy e Alberto dal Sasso, Presidente IAA Italy Chapter.

 

Laura Nacci: partiamo dai numeri 

Se guardiamo i numeri delle donne ai vertici delle aziende a livello nazionale capiamo perché è importante oggi parlare di leadership inclusiva: Laura Nacci, Education Manager di SheTech, ci svela che solo il 3% dei CEO sono donne, un numero in calo dall’anno scorso che, se unito alle statistiche secondo le quali le donne in genere gestiscono team più piccoli, evidenzia la necessità di un urgente cambiamento.

La pandemia non ha aiutato l’equilibrio tra vita professionale e vita personale, che per le donne è un obiettivo minato da ostacoli: nel 2020 il 77% del totale delle persone che si sono dimesse sono state donne, motivate proprio dalla difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei figli in una vita scandita da quello che viene chiamato “doppio turno”, ovvero il duplice impegno che le donne devono portare avanti in ufficio e a casa.  

Uno scenario che lascia poco spazio all’immaginazione e che è frutto di stereotipi ormai interiorizzati.

045e2382-46b0-409f-ac9f-f7364ff95001 2

 

Stereotipi: scorciatoie verso i doppi standard

Quando pensiamo alle ragioni dietro alle difficoltà delle donne di affermarsi e di trovare un equilibrio tra lavoro e vita personale, dobbiamo pensare che il nostro cervello si basa solo per il 5% su quello che Daniel Kahneman ha teorizzato come "Sistema 2", che è logico e basato sull'intelletto, e per il 95% sul "Sistema 1", ovvero quel nostro modo di pensare molto veloce e performante, ma anche inconscio e basato su bias cognitivi.

È attraverso il “Sistema 1” che nascono e permangono gli stereotipi: i nostri sistemi di predizione a breve termine attraverso i quali una storia diventa LA storia, un meccanismo controproducente quando parliamo di persone e che genera gender bias e doppi standard nel mondo del lavoro.

Infatti, sono proprio gli stereotipi interiorizzati che danno vita, in parità di contesto, a due parametri di valutazione differenti in base al genere, come hanno dimostrato numerose ricerche, tra cui quella che ha avuto come protagonista Heidi Roizen, una venture capitalist di successo della Silicon Valley che divenne oggetto di un case study presso la Columbia Business School, ricordato nel suo Ted Talk anche da Sheryl Sandberg.

In questa ricerca il professor Frank Flynn presentò a metà della sua classe il case study con il nome di Heidi e all’altra metà lo stesso case study con il suo nome cambiato in “Howard”: gli studenti valutarono "Howard" e “Heidi” ugualmente competenti, ma apprezzarono in molto molto positivo Howard, mentre connotarono Heidi  con tratti di personalità negativi, come l’egocentrismo e la rigidità.

Stesse competenze, ma un trattamento diverso sulla base di parametri legati a una concezione di leadership che è frutto di bias e che potrebbe essere evoluta grazie a modelli più inclusivi.

 

Leadership inclusiva: definizione e benefici

Basta cercare “leadership” su un sito di banca immagini per trovare foto di uomini di mezza età, bianchi, in abiti sartoriali e con le braccia incrociate: un immaginario collettivo obsoleto e ristretto, ma che può essere disinnescato attraverso un modello inclusivo di leadership.

Secondo ValoreD, la leadership inclusiva assicura a tutti i membri di un team di sentirsi trattati in modo equo, apprezzati, motivati a esprimere liberamente il proprio talento e questo porta ampi benefici: secondo una ricerca dell’Harvard Business Review (2019), i team con leader inclusiv* hanno il 17% in più di probabilità di avere alte prestazioni, il 20% in piùdi prendere decisioni migliori per il business e il 29% in più di avere comportamenti collaborativi. 

Ma non solo: il miglioramento della percezione dell’inclusione del 10% nella propria azienda aumenta la presenza sul lavoro di 1 giorno all’anno per dipendente, riducendo il costo dell’assenteismo

87dbbb48-7916-4305-879c-71a98f3e86a4

 

Ripartiamo dalle basi: le parole

Per evolvere il modo di pensare ed agire all’interno del mondo professionale è necessario fare dei passi in avanti e: 

- riconoscere i bias cognitivi, gli stereotipi interiorizzati, i pregiudizi inconsci, diventarne consapevoli e parlarne il più possibile ;
- valorizzare in modo personalizzato il lavoro dei dipendenti / collaboratori;
- dare voce ai dipendenti sostenendo la nascita di comunità e di attività per il benessere collettivo

Da dove iniziare? Come sempre, il linguaggio ci offre un punto di partenza per iniziare ad individuare opportunità di cambiamento e in questo caso lo fa attraverso una serie di tipologie di parole sulle quali dovremmo iniziare a lavorare, per esempio:

-le parole  assenti: sono quei termini che vengono utilizzati solo al maschile, sebbene la lingua italiana sia binaria (es. magistrato, soldato, avvocato…);
-le parole asimmetriche: quelle parole che declinate al femminile hanno delle sfumature di significato diverse rispetto alla versione maschile (es. professionista, segretario/a);
- le parole limitanti: quei termini che usiamo di solito al femminile per sminuire una persona (es. maestrina);
- le parole sessiste: vengono usate per esempio per fare un complimento alla donna attribuendole elementi fisici maschili. 

Quello che l’intervento e il workshop di Laura Nacci ci hanno insegnato è che il linguaggio può modellare i nostri pensieri, e i pensieri possono modellare le nostre azioni, e le nostre azioni possono modellare la realtà, andando verso modelli di leadership più inclusiva che generano benefici per le persone e per le aziende.

 

Articolo scritto da Maddalena Esteri

Iscrivizione_newsletter_mensile

collisions-informazioni
Click me

Seguici sui social